Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. N. 231/2001
01. LA RESPONSABILITÀ PENALE DEGLI ENTI
1.1. Il regime giuridico della responsabilità penale degli enti
Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 disciplina, introducendola per la prima volta nell’ordinamento giuridico nazionale, la responsabilità penale degli enti derivante da reati commessi dai soggetti agli stessi collegati.
L’Ente è chiamato a rispondere nel caso in cui un soggetto che faccia parte della propria organizzazione (amministratore, dirigente, dipendente, collaboratore, etc.) commetta uno dei reati previsti dal Decreto 231/01, nell’interesse od a vantaggio dell’Ente stesso.
In particolare, il decreto prevede la responsabilità dell’ente qualora il reato sia commesso, nel suo interesse od a suo vantaggio da:
- persone fisiche che rivestono posizione di vertice, c.d. “apicali” (rappresentanza, amministrazione o direzione dell’ente o di un'altra unità organizzativa o persone che esercitano, di fatto, la gestione ed il controllo);
- persone fisiche sottoposte alla direzione o vigilanza da parte di uno dei soggetti sopraindicati.
Quanto poi alla tipologia dei reati previsti dal Decreto, occorre sottolineare come originariamente fosse prevista la responsabilità dell’ente solo per alcune forme di reato contro la “pubblica amministrazione”, successivamente il testo del Decreto è stato esteso fino a comprendere fattispecie molto più vaste.
Ad oggi, il decreto prevede la responsabilità degli enti per:
Reati contro la pubblica amministrazione, quali:
- indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316 ter c.p.);
- truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle comunità europee (art. 640, comma 2, cpv., n. 1, c.p.);
- malversazione a danno dello Stato o altro ente pubblico (art. 316 bis c.p.);
- truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c.p.);
- frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640 ter c.p.);
- delitti di frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.);
- delitti di frode nelle pubbliche forniture anche in danno dell’Unione Europea e di frode in agricoltura (art. 2 l. 898/1986 e s.m.);
- turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.);
- turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.);
- traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p. come modificato dalla l. 114/2024);
- indebita destinazione di denaro o cose mobili;
- induzione indebita a dare o promettere utilità.
Frode in competizione sportiva, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo apparecchi vietati (art. 25-quaterdecies d.lgs. 231/2001), così como introdotto dall’art. 5 della legge 03.05.2019 n. 39;
Reati corruttivi, quali:
- corruzione (artt. 318, 319, 319-bis e 321 c.p.);
- concussione (art. 317 c.p.);
- corruzione in atti giudiziari (art. 319 ter c.p.);
- corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (art. 320 c.p.);
- peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione, abuso d'ufficio, di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (art. 322-bis c.p.) induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319 quater c.p.);
- istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);
- delitti di peculato (art. 314 c.p.);
- indebita destinazione di denaro o cose mobili (art. 314-bis c.p.);
- peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.);
- Traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.).
Reati societari, quali:
- false comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);
- false comunicazioni sociali per fatti di lieve entità (art. 2621 bis c.c.);
- false comunicazioni sociali delle Società quotate (art. 2622 c.c.);
- impedito controllo (art. 2625, co. 2, c.c.);
- falso in prospetto (art. 2623 co 1 e 2, c.c.);
- falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 2624 co 1 e 2, c.c.);
- indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.);
- illegale ripartizione degli utili e delle riserves (art. 2627 c.c.);
- illecite operazioni sulle azioni o quote sociali della Società controllante (art. 2628 c.c.);
- operazioni in prejuizio dei creditori (art. 2629 bis c.c.);
- formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);
- indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);
- illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);
- aggiotaggio (art. 2637 c.c.);
- ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638 co. 1 e 2 c.c.);
- corruzione tra privati (art. 2635 c.c.);
- istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635 bis c.c.);
- false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificat preliminare previsto dalla normativa attuativa della direttiva (UE) 2019/2121, del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 (artt. 54, 55 d.lgs. 19/2023).
Reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato finanziario (c.d. abusi di mercato), quali:
- abuso o comunicazione illecita di informazioni privilegiate, raccomandazione o induzione di altri alla commissione di abuso di informazioni privilegiate (D.lgs. 58/1998 art. 184);
- manipolazione del mercato (d.lgs. 58/98 art. 185).
Reati in tema di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, quali:
- falsification di monete, spendita e introduzione nello stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.);
- alterazione di monete (art. 454 c.p.);
- spendita e introduzione nello stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);
- spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.);
- falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.);
- contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo (art. 460 c.p.);
- fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.);
- uso di valori di bollo contraffatti o alterati (art. 464 c.p.);
- contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi, ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.);
- introduzione nello stato e commercio di prodotti falsi (art. 474 c.p.).
- Reati commessi con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine democratico, previsti dal codice penale e dalle leggi speciali, nonché posti in essere in violazione della convenzione di New York del 9 dicembre 1999.
Reati contro la personalità individuale, quali:
- riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù (art. 600 c.p.);
- prostituzione minorile (art. 600 bis c.p.);
- pornografia minorile (art. 600 ter c.p.);
- detenzione o accesso a materiale pornografico (art. 600 quater c.p.);
- pornografia virtuale (art. 600 quater.1 c.p.);
- iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600 quinquies c.p.);
- adescamento di minorenni (art. 609 undecies c.p.);
- tratta di persone (art. 601 c.p.);
- acquisti e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.);
- intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.).
Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.).
Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro (art. 589 e 590 c.3 c.p.).
Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio di cui all’art. 25-octies d.lgs. 231/2001, così come modificati dal d.lgs. 195/2021 a recepimento della direttiva UE 2018/1673, in particolare:
- ricettazione (art. 648 c.p.);
- riciclaggio (art. 648-bis c.p.);
- impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.);
- autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.).
Delitti informatici e trattamento illecito di dati, così come modificati dalla l. 90/2024 quali:
- accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
- detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, codici e altri messi atti all’accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
- detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, dispositivi o programmi informativi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quater.1 c.p.);
- intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
- detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature e di altri mezzi atti a intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies c.p.);
- estorsione informatica (art. 629 co. 3 c.p.);
- danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
- danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
- danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);
- detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 635-quater.1 c.p.);
- danneggiamento di sistemi informativi o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
- documenti informatici (art. 491 bis c.p.);
- frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.);
- delitti in materia di sicurezza nazionale e cibernetica (art. 1 comma 11 del d.l. 21 settembre 2019 n. 105).
Delitti di criminalità organizzata, quali:
- associazione per delinquere (art. 416 c.p.);
- associazioni di tipo mafioso anche straniere (art. 416 bis c.p.);
- scambio elettorale politico-mafioso (art 416-ter);
- sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.);
- associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309);
- Illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo escluse quelle previste dall'articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n. 110 (art. 407, co. 2, lett. a), numero 5), c.p.p.).
Reati transnazionali, previsti dalla legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10.
Delitti contro l’industria e il commercio, quali:
- turbata libertà dell’industria o del commercio (art. 513 c.p.);
- illecita concorrenza con minaccia o violenza (art. 513 bis c.p.);
- frodi contro le industrie nazionali (art. 514 c.p.);
- frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.);
- vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.);
- vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p. così come modificato dalla L. 206/2023);
- contraffazione di indicazioni geografiche o di denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517 quater c.p.);
- fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.).
Delitti in materia di violazione dei diritti d’autore di cui all’art. 25 novies (artt. 171 c. 1 l.a)-bis e c.3, 171 bis, 171 ter, 171 septies e 171 octies l. 22 aprile 1941, n. 633, così come modificata dalla L. 93/2023 e dalla L. n. 166/2024).
Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.c.).
Reati Ambientali, come modificati dal D.L. 116/2025 conv. in L. 147/2025, quali:
- uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727-bis c.p.);
- distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733-bis c.p.);
- importazione, esportazione, detenzione, utilizzo per scopo di lucro, acquisto, vendita, esposizione o detenzione per la vendita o per fini commerciali di specie protette (art. 1 c. 1 e 2, art. 2 c. 1 e 2, art. 6 c. 4, art. 3 bis L. 150/92);
- inquinamento doloso o colposo provocato da navi (art. 9 c. 1 e 2, art. 8 c. 1 e 2 D.Lgs. 202/07);
- sostanze ozonolesive (art. 3 c. 6 L. 549/1993);
- autorizzazione integrata ambientale (art. 29-quattuordecies D.Lgs. 152/2006);
- emissioni in atmosfera (art. 279 D.Lgs. 152/2006);
- scarichi di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose; scarichi sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee;
- scarico nelle acque del mare da parte di navi od aeromobili (art. 137 D.Lgs. 152/06);
- mancata bonifica a seguito di inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee (art. 257 c. 1 e 2 D.Lgs. 152/06);
- attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 D.Lgs. 152/06);
- violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (art. 258 D.Lgs. 152/06);
- traffico illecito di rifiuti (art. 259 D.Lgs. 152/06);
- attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art 452-quaterdecies c.p.);
- false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulla caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti nella predisposizione di un certificato di analisi dei rifiuti;
- inserimento nel SISTRI di un certificato di analisi dei rifiuti falso;
- omissione o fraudolenta alterazione della copia cartacea della scheda SISTRI- area movimentazione nel trasporto di rifiuti (art. 260-bis D.Lgs. 152/06);
- inquinamento Doloso e Colposo (Decreto Legislativo n. 202 del 2007 artt. 8 e 9);
- inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p.);
- disastro ambientale (art. 452 quater c.p.);
- delitti colposi contro l’ambiente (art. 452 quinquies c.p.);
- traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452 sexies c.p.);
- circostanze aggravanti, delitti associativi aggravati (art. 452 octies c.p.);
- impedito controllo (art. 425-septies c.p.);
- omessa bonifica (art. 452-terdecies c.p.);
- attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti;
- abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari (art. 255-bis D.lgs. 152/06);
- abbandono di rifiuti pericolosi (art. 255-ter D.lgs. 152/06);
- combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis D.lgs. 152/06);
- delitti colposi in materia di rifiuti (art. 259-ter D.lgs, 152/06).
Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, in relazione ai delitti di cui agli artt.:
- 22, c. 12 bis, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (TU immigrazione) - lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato;
- 12, c. 3, 3-bis, 3-ter e 5 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 - disposizioni contro le immigrazioni clandestine.
Razzismo e xenofobia, in relazione ai delitti di cui all’art 604 bis c.p., rubricato ”propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.
Reati tributari, quali:
- delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74);
- delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. n. 74/2000);
- delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74);
- delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74);
- delitto di sottrazione fraudolente al pagamento di imposte (art. 11 d.lgs. 10 marzo 2000 n. 74);
- delitto di dichiarazione infedele (art. 4 d.lgs. 74/2000);
- delitto di omessa dichiarazione (art. 5 d.lgs. 74/2000);
- delitto di indebita compensazione (art. 10-quater d.lgs. 74/2000).
Reati in materia di violazione di misure restrittive dell’Unione Europea di cui all’art. 25-octies.2 del d.lgs 231/2001, così come introdotto dal d.lgs 211/2025, quali:
- violazione delle misure restrittive dell’Unione europea (art. 275-bis c.p.);
- violazione di obblighi informativi imposti da una misura restrittiva UE (art. 275-ter c.p.);
- violazione delle condizioni dell’autorizzazione allo svolgimento di attività (art. 275-quater c.p.).
Delitti di contrabbando, quali:
- contrabbando nel movimento delle merci attraverso i confini di terra e gli spazi doganali (art. 282 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nel movimento delle merci nei laghi di confine (art. 283 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nel movimento marittimo delle merci (art. 284 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nel movimento delle merci per via aerea (art. 285 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nelle zone extra-doganali (art. 286 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando per indebito uso di merci importate con agevolazioni doganali (art. 287 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nei depositi doganali (art. 288 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nel cabotaggio e nella circolazione (art. 289 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nell’esportazione di merci ammesse a restituzione di diritti (art. 290 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando nell’importazione od esportazione temporanea (art. 291 d.p.r. 43/1973);
- contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-bis d.p.r. 43/1973);
- circostanze aggravanti del delitto di contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-ter d.p.r. 43/1973);
- associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291 quater d.p.r. 43/1973);
- altri casi di contrabbando (art. 292 d.p.r. 43/1973);
- pena per il contrabbando in caso di mancato o incompleto accertamento dell’oggetto del reato (art. 294 d.p.r. 43/1973);
- mancato scarico della bolletta di cauzione. Differenze di quantità (art. 305 d.p.r 43/1973);
- differenze di qualità rispetto alla bolletta di cauzione (art. 306 d.p.r 43/1973);
- differenze nelle merci depositate nei magazzini doganali privati (art. 308 d.p.r 43/1973);
- differenze rispetto alla dichiarazione di merci destinate alla temporanea importazione od esportazione (310 d.p.r 43/1973);
- differenze di qualità nella riesportazione a scarico di temporanea importazione (311 d.p.r 43/1973);
- differenze di qualità nella reimportazione a scarico di temporanea esportazione (312 d.p.r 43/1973);
- differenze di quantità rispetto alla dichiarazione per riesportazione e per reimportazione (313 d.p.r 43/1973);
- inosservanza degli obblighi imposti ai capitani (316 d.p.r 43/1973);
- inosservanza di prescrizioni doganali da parte dei comandanti di aeromobili (317 d.p.r 43/1973);
- pene per le violazioni delle discipline imposte alla navigazione nelle zone di vigilanza (321 d.p.r 43/1973);
- tutte le fattispecie introdotte nel catalogo dei reati presupposto ai sensi del d.lgs. 141/2024 recante le disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e altre imposte indirette sulla produzione dei consumi.
Reati commessi con strumenti di pagamento diversi dal contante e trasferimento fraudolento di valori (art. 25-octies.1 d.lgs. 231/2001, per effetto del d.lgs. 184/2021 quale recepimento della direttiva UE 2019/713 nonché dal D.L. 105/2023 convertito in Legge n. 137/2023 – previsti dagli artt. 493, 493-quater, 640-ter e 512-bis c.p.):
- indebito utilizzo, falsificazione o alterazione, indebito possesso, cessione o acquisizione di strumenti di pagamento diversi dal contante per trarne profitto per sé o per altri (art. 493 c.p.);
- detenzione e diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a commettere reati riguardanti strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493-quater c.p.);
- alterazione del funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni e programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno attraverso un trasferimento di denaro di valore monetario o di valuta virtuale (aggravante 640-ter c.p.);
- ogni altro delitto contro la fede pubblica o contro il patrimonio che abbia ad oggetto strumenti di pagamenti diversi dal contante, salvo costituisca illecito amministrativo sanzionato più gravemente.
Delitti contro gli animali di cui all’art. 25-undevicies del d.lgs. 231/2001, quali:
- uccisione di animali (art. 544 bis c.p.);
- maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.);
- spettacoli o manifestazioni vietati (art. 544 quater c.p.);
- divieto di combattimenti tra animali (art. 544 quinquies c.p.);
- uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638 c.p.).
Dell’introduzione nel catalogo 231 dei reati di cui alla legge 9 marzo 2022 n. 22:
- 1. delitti contro il patrimonio culturale (art. 25-sepriesdecies d.lgs. 231/2001) che ricomprendono:
- violazione in materia di alienazione di beni culturali (art. 518-novies c.p.);
- appropriazione indebita di beni culturali (art. 518-ter c.p.);
- importazione illecita di beni culturali (art. 518-decies c.p.);
- uscita o esportazione illecite di beni culturali (art. 518-undecies c.p.);
- distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali e paesaggistici (art. 518-duodecies c.p.);
- contraffazione di opere d’arte (art. 518-quaterdecies c.p.);
- furto di beni culturali (art. 518-bis c.p.);
- ricettazione di beni culturali (art. 518-quater c.p.);
- falsificazione in scrittura privata relativa a beni culturali (art. 518-octies c.p.).
- riciclaggio di beni culturali e devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici (art. 25-duodevicies d.lgs. 231/2001).
1.2. Le sanzioni
Le sanzioni per la Società previste dal Decreto a fronte degli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono:
- sanzioni pecuniarie;
- sanzioni interdittive;
- confisca;
- pubblicazione della sentenza.
In particolare, le sanzioni interdittive sono costituite da:
- interdizione dall’esercizio dell’attività;
- divieto di contrattare con la p.a.;
- la sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
- esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, e/o la revoca di quelli eventualmente già concessi;
- divieto di pubblicizzare beni o servizi.
1.3. Le iniziative che esonerano la Società
Il Decreto, nell’introdurre la responsabilità amministrativa dell’Ente, prevede tuttavia una forma di esonero da tale responsabilità qualora l’Ente dimostri di avere adottato tutte le misure organizzative opportune e necessarie per prevenire la commissione di reati da parte di soggetti che operano per suo conto.
In particolare, la Società va esente da responsabilità se prova che:
- l’organo dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
- il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello nonché di proporne l’aggiornamento sia stato affidato ad un Organismo di Vigilanza, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo;
- le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il Modello;
- non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’Organismo di Vigilanza.
Alla luce di quanto sopra, risulta essenziale per la Società creare ed efficacemente adottare un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, ovvero un documento con cui la Società disciplina il proprio funzionamento onde impedire ai propri dipendenti e collaboratori di commettere i reati previsti dal d.lgs. 231/2001.
02. LINEE GUIDA
La predisposizione del presente Modello è ispirata alle Linee Guida emanate da Confindustria.
Secondo le citate Linee Guida il processo di adozione di un sistema di prevenzione 231 deve avvenire seguendo questi passi fondamentali:
- individuazione delle “aree a rischio”, volta a verificare in quali aree/settori aziendali sia possibile la realizzazione dei reati di cui al Decreto;
- predisposizione di un “sistema di controllo” in grado di prevenire i rischi attraverso l’adozione di appositi protocolli.
Gli elementi fondanti del sistema di controllo preventivo sono:
- codice etico;
- sistemi organizzativi;
- procedure manuali ed informatiche;
- poteri autorizzativi e di firma;
- sistemi di controllo e gestione;
- comunicazioni al personale e sua formazione.
Il sistema di controllo inoltre deve essere improntato ai seguenti principi:
- verificabilità, documentabilità, coerenza e congruenza di ogni operazione;
- separazione delle funzioni;
- documentazione dei controlli;
- introduzione di un adeguato sistema sanzionatorio per le violazioni delle norme di legge e delle procedure previste dal Modello;
- individuazione di un Organismo di Vigilanza;
- obblighi di informazione da parte dell’Organismo di Vigilanza e verso lo stesso.
03. L’ADOZIONE DEL MODELLO DA PARTE DI SAVAR S.R.L.
3.1. La Società
Savar S.r.l. (di seguito anche “Savar” o la “Società”) è attiva nel campo della produzione di ceramiche tecniche industriali e si è specializzata, in particolare, nella produzione di isolatori ceramici pressati e trafilati per supporti di resistenze elettriche.
Sin dal 1977, anno della sua costituzione, Savar investe costantemente nello sviluppo e nella ricerca di nuovi materiais al fine di creare prodotti sempre più performanti. Ciò con l'obiettivo di fornire alla propria clientela il miglior servizio possibile. A tal proposito Savar, per far fronte alle specifiche esigenze del cliente, realizza produzioni ad hoc su disegno fornito dallo stesso.
La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione dotato di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
3.2. Le motivazioni della Società nell’adozione del Modello
Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di Savar (il “Modello”), si propone non solo di creare un sistema di regole e procedure volto a prevenire, per quanto ragionevolmente possibile, la commissione di reati ma altresì di rendere edotti tutti coloro che agiscono in nome e per conto della Società (appartenenti o meno all’organico della impresa), delle conseguenze che possono derivare da una condotta non conforme a quelle regole e della possibilità di commissione di reati, cui consegue l’applicazione di sanzioni, in capo all’autore del reato e alla Società, ai sensi del Decreto.
Il Modello intende dunque sensibilizzare il personale della Società, i collaboratori esterni e i partners, richiamandoli ad un comportamento corretto e trasparente, all’osservanza dei precetti definiti dalla Società e contenuti nel Modello, al rispetto di tutte le regole e procedure.
Sotto questo profilo, il Modello forma, insieme al Codice Etico, un corpus organico di norme interne e principi, diretto alla diffusione di una cultura dell’etica, della correttezza e della legalità.
Nella stesura del Modello, la Società si è allineata alle linee guida di Confindustria, nella versione aggiornata del giugno 2021. Il Modello è stato adottato dalla Società con delibera del Consiglio di Amministrazione e viene aggiornato e modificato nelle occasioni e secondo le modalità previste nel paragrafo 3.10.
Di seguito si riporta l’organigramma della Società in essere alla data di redazione del presente documento.
3.3. La Politica per qualità, salute e sicurezza
Ai fini della prevenzione del rischio, la Società ha inoltre adottato un sistema di gestione interno conforme alle normative ISO, dotandosi delle relative certificazioni inerenti il Sistema di Gestione per la salute e sicurezza sul lavoro ISO 45001:2018 e il Sistema di Gestione della qualità ISO 9001:2015.
Il presente Modello, pertanto, è conforme alle previsioni di cui all’art. 30 del d.lgs. 81/2008.
Nella redazione del Modello, Savar ha provveduto ad integrare tali sistemi di gestione con le previsioni di cui al Decreto, alle Linee Guida sopracitate nonché alle best practices e policies adottate dalla Società.
A questo proposito, trova applicazione il principio di cui all’art. 30 comma 5 del d.lgs. 81/2008 nell’ambito della prevenzione in materia di salute e sicurezza. Il presente Modello è dunque conforme ai requisiti di cui alla sopracitata norma.
La Società persegue, dunque, una politica di gestione della qualità, salute e sicurezza con l’obiettivo primario, supportato da tutti i suoi collaboratori, di accrescere la posizione di mercato della propria organizzazione, per ottenere il miglioramento continuo e la continua soddisfazione dei propri Clienti, operando in regime di qualità e della salute e sicurezza del lavoro, in accordo con le certificazioni sopracitate.
La Società ha affidato, perciò, a persona competente del settore e delle norme il ruolo di Responsabile del Sistema di Gestione, con il compito di divulgare, sostenere e mantenere attivo il Sistema di Gestione stesso.
Il Responsabile del Sistema di Gestione, supportato per quanto necessario dalle funzioni competenti, ha come obiettivo primario di monitorare e suggerire interventi atti al miglioramento delle prestazioni dell’organizzazione ed alla comprensione, divulgazione ed il rispetto dei princìpi quali:
- la focalizzazione sul cliente
- la leadership
- la partecipazione attiva dei collaboratori tutti (ognuno per competenza)
- la gestione delle relazioni
- l’approccio per processi
- il processo decisionale basato su dati di fatto
- il rispetto dell’ambiente
Savar assume, pertanto, tra gli altri i seguenti impegni prioritari che l’organizzazione intera fa suoi:
- osservare e far osservare tutte le leggi e le normative applicabili e proprie dell’attività
- rilevare sistematicamente gli impatti delle attività verso problematiche di ambiente e salute e sicurezza, comprenderne gli effetti e prevenirne ed individuarne le cause
- individuare e gestire incidenti e quasi incidenti, traendo da quest’ultimi spunti di miglioramento
- pianificare obiettivi e relativi traguardi
- mettere in atto i programmi definiti, controllare con continuità l’andamento di tali traguardi, mettere in atto i programmi finalizzati a ridurre, ove possibile, i consumi energetici e di materie prime, a contenere l’inquinamento e a minimizzare gli impatti ambientali derivanti dalle proprie attività, utilizzare materiali con ciclo di vita il più lungo possibile
- far gestire i rifiuti in modo da favorire attività come il recupero ed il riciclo anziché lo smaltimento
- ottenere la soddisfazione dei collaboratori dell’organizzazione, attraverso
a. un’adeguata e costante formazione che investa problematiche aziendali, attività, salute e sicurezza, qualità e ambiente
b. un aumento della competenza professionale e della consapevolezza dell’importanza del ruolo svolto all’interno del sistema azienda
c. strutture aziendali adeguate alle attività
- stabilire un clima che contribuisca a mantenere un trascurabile livello di assenteismo
- coinvolgere i fornitori ai quali si richiede di collaborare nel rispetto dei princìpi della politica
- promuovere e cercare di ottenere un dialogo aperto con le comunità locali e le autorità ambientali
- introdurre metodologie di controllo e di audit del proprio sistema di gestione
- mettere in atto, aggiornare, il proprio sistema di gestione supportare i processi con la giusta disponibilità di risorse
- cercare la continua soddisfazione dei Clienti, attraverso un’analisi delle loro esigenze, il conseguimento dell’obiettivo livello “0” dell’indice dei reclami, un’attenta selezione dei propri fornitori, forniture di prodotti a livello qualitativo sempre più elevato, in ottemperanza all’impegno di operare per il miglioramento continuo
- il mantenimento della certificazione per le norme UNI EN ISO 9001 e UNI ISO 45001, con puntuali riesami del sistema che devono comprendere verifiche del miglioramento dei singoli processi, dell’adeguatezza della politica e degli obiettivi per la qualità e l’ambiente.
Questi impegni trovano la loro applicazione tramite obiettivi, traguardi e programmi aziendali periodicamente stabiliti e riesaminati.
La presente Politica è comunicata a tutto il personale che opera sotto il controllo dell’organizzazione allo scopo di renderlo edotto sui contenuti della stessa e verificarne il livello di comprensione.
Si richiede che la Società, per il tramite del Responsabile Sicurezza Qualità, provveda a fornire all’Organismo di Vigilanza un report annuale a gennaio di ogni anno relativo ad eventuali integrazioni o modifiche di procedure interne, migliorie e attività di manutenzione di macchinari e strutture o problematiche intervenute.
3.4. I principi base del Modello
Lo scopo del Modello è rappresentato dalla costruzione di un sistema di controllo finalizzato alla prevenzione di determinati reati tale da non poter essere violato se non eludendo fraudolentemente le procedure in esso contenute.
Il Modello, a tal fine, richiama tutte le regole aziendali/procedure esistenti alla data della sua entrata in vigore e si integrerà con quelle che saranno introdotte successivamente.
Il Modello, perciò, assolve alle seguenti funzioni:
- rendere consapevoli tutti coloro che operano in nome e per conto della Società della necessità di rispettare le previsioni del Modello, alla cui violazione conseguono severe sanzioni disciplinari;
- informare in ordine alle conseguenze che potrebbero derivare alla Società dall’applicazione delle sanzioni pecuniarie e interdittive di cui al Decreto, sanzioni che posso essere disposte anche in via cautelare;
- consentire alla Società, in via preventiva, un costante controllo ed un’attenta vigilanza sulle proprie attività.
Nella creazione del Modello si è analizzato, in primis, il contesto aziendale della Società e ciò al fine di identificare in quale area/settore di attività e secondo quali modalità sussista il rischio di commissione di reati.
A tal fine è stato condotto un preventivo esame della documentazione aziendale (organigrammi, procure, attività svolte, disposizioni organizzative, ecc.) ed una serie di colloqui con i soggetti preposti ai vari settori della realtà aziendale, allo scopo di verificare i rischi esistenti nonché le forme di controllo già approntate (procedure esistenti, separazione delle funzioni, tracciabilità dei controlli, ecc.). In tale fase, particolare attenzione è stata dedicata (i) all’individuazione dei processi di gestione e controllo delle risorse finanziarie; (ii) ai processi relativi alla predisposizione delle scritture contabili ed alla loro conservazione; (iii) al processo di quantificazione dell’obbligazione tributaria; (iv) al processo di nomina dei consulenti; (v) alle tematiche in materia ambientale (vi) alle tematiche relative alla materia della salute e sicurezza; (vii) alla attività di erogazione di attività di sponsorizzazione, donazioni, omaggi e regalie; (viii) alla gestione dei rapporti con i fornitori, (ix) alla gestione del ciclo attivo e passivo; (x) alla gestione delle autorizzazioni e (xi) alla gestione delle controparti estere.
Il Modello predisposto dalla Società si fonda su un sistema normativo interno diretto a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni della Società ai rischi/reati da prevenire tramite:
- i principi di comportamento contenuti nelle procedure e nel Codice Etico;
- un processo di risk assessment volto ad individuare le aree ed i procedimenti a rischio in relazione alla struttura aziendale;
- un sistema di deleghe di funzioni e di procure per la firma di atti aziendali che assicuri una chiara e trasparente rappresentazione del processo di formazione e di attuazione delle decisioni (così come già previsto dal sistema di governance adottato dalla Società);
- la nomina dell’Organismo di Vigilanza cui compete il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello e di proporne l’aggiornamento;
- la previsione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello e nel Codice Etico.
3.5. La struttura del modello
Il presente Modello si compone di:
- una parte generale (nella quale sono indicati i principi generali del sistema di controllo e le relative componenti essenziali);
- una parte speciale in cui sono contenuti i protocolli di controllo, ovvero per ogni attività sensibile:
a. i destinatari;
b. i ruoli e le responsabilità dei soggetti/funzioni coinvolti;
c.la descrizione del processo;
d. i principi di comportamento;
e. i flussi informativi.
3.6. L’analisi del rischio
L’analisi del rischio ha la funzione di individuare quali siano le aree/processi aziendali in cui è possibile, nel concreto, la commissione dei reati previsti nel Decreto, nonché consente di compiere attività propedeutiche all’identificazione delle regole di comportamento e di controllo rilevanti.
Tale analisi viene condotta mediante:
- esame degli organigrammi aziendali e della documentazione rilevante (ad esempio: sistema di deleghe e procure, procedure ed istruzioni operative, etc.);
- ciclo di interviste a soggetti operanti nella struttura aziendale al fine di identificare le aree potenzialmente a rischio.
Il rischio di commissione dei reati 231 relativo alle aree aziendali considerate, è dettagliatamente analizzato nei documenti di valutazione del rischio di cui sopra.
Le risultanze sono state sottoposte all’approvazione dei soggetti coinvolti, che hanno partecipato agli incontri, secondo competenza, in modo da sensibilizzarsi sui rischi inerenti alle attività cui sono preposti e, conseguentemente, responsabilizzarli.
Infine, deve essere precisato che nell’attività di risk assessment sono state considerate le fattispecie di reato compatibili con l’attività della Società e in concreto prospettabili.
Dall’attività di risk assessment, è emerso che all’interno di Savar, le attività potenzialmente a rischio di commissione di reati presupposto sono le seguenti:
- gestione degli acquisti e del ciclo passivo;
- gestione del ciclo attivo;
- gestione dei flussi finanziari;
- operazioni straordinarie;
- predisposizione delle scritture contabili e del bilancio;
- conservazione della documentazione contabile;
- gestione delle dichiarazioni fiscali e quantificazione dell’obbligazione tributaria;
- selezione dei fornitori e degli spedizionieri;
- gestione delle trattative commerciali per la conclusione di ordini di acquisto da parte dei clienti;
- dazione di omaggi e regalie;
- rapporti con controparti estere;
- gestione dei rapporti commerciali con la P.A.;
- gestione dei contenziosi;
- gestione del sistema informatico aziendale;
- assegnazione di consulenze;
- selezione e gestione del personale;
- gestione delle visite ispettive e delle autorizzazioni;
- gestione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza;
- gestione degli adempimenti in materia ambientale.
3.7. I Protocolli di controllo
Dopo aver identificato le aree e i processi a rischio, si è definito un protocollo per ciascuna attività sensibile.
I protocolli contengono la disciplina più idonea a governare il profilò di rischio individuato, ovvero un insieme di regole originato da una dettagliata analisi di ogni singola attività e del relativo sistema di prevenzione del rischio.
In particolare, per ogni attività sensibile si è provveduto a descrivere:
- l’ambito di applicazione del protocollo;
- i ruoli e le responsabilità dei soggetti/funzioni coinvolti nello svolgimento dei processi;
- le fasi caratteristiche dello svolgimento delle attività;
- i principi di comportamento a cui i destinatari del protocollo si devono attenere nello svolgimento dell’attività stessa;
- i flussi informativi.
I protocolli sono stati sottoposti all’esame dei soggetti aventi la responsabilità e, in particolare, al Consiglio di Amministrazione, per la loro valutazione e approvazione.
I protocolli vengono comunicati ai destinatari del Modello tramite una comunicazione di servizio, rendendo così cogenti ed obbligatorie le regole di condotta ivi contenute nei confronti di tutti coloro che si trovino a compiere l’attività nell’ambito della quale è stato individuato un profilo di rischio.
La definizione dei protocolli si completa e si integra con il Codice Etico e le procedure che la Società ha adottato, come descritto nel successivo paragrafo.
3.8. Il Codice Etico e le procedure interne
I principi etico-comportamentali cui la Società aderisce sono definiti nel Codice Etico adottato con delibera del C.d.A. in data 4.02.2019.
Il Codice Etico rappresenta uno strumento adottato in via autonoma e suscettibile di applicazione sul piano generale da parte di Savar allo scopo di esprimere dei principi di “deontologia aziendale” che la Società riconosce come propri e sui quali richiama l’osservanza da parte di tutte le persone, senza eccezioni, legate ad essa da rapporti di lavoro e/o collaborazione.
La Società è dotata inoltre:
- di procedure interne;
- di procedure adottate nell’ambito del Sistema di Gestione per la salute e sicurezza sul lavoro certificato ISO 45001:2018 e nell’ambito del Sistema di Gestione della qualità certificato ISO 9001:2015;
- di procedure adottate all’esito dell’attività di risk assessment volte a presidiare le attività sensibili maggiormente esposte al rischio di commissione dei reati.
3.9. I destinatari del Modello
Il presente Modello è destinato a tutto il personale di Savar S.r.l.: le disposizioni contenute in esso devono, dunque, essere rispettate sia dal personale dirigente che opera in nome e per conto della Società sia da tutti i dipendenti di Savar e ciò in funzione del grado di responsabilità agli stessi assegnato.
Resta inteso in ogni caso che i dipendenti della Società saranno opportunamente formati ed informati dei contenuti del Modello, secondo le modalità indicate nello stesso.
Per ciò che concerne, invece, i collaboratori interni della Società saranno opportunamente formati, ed informati dei contenuti del Modello, secondo le modalità indicate nello stesso.
Per ciò che concerne, invece, i collaboratori esterni della Società, intesi sia come persone fisiche (consulenti, professionisti ecc.) sia come persone giuridiche che collaborino con Savar, il rispetto dei principi del Modello che improntano l’azione della Società è garantito mediante la definizione di clausoles contrattuali che impongono il rispetto del Codice Etico e del Modello di Savar o, viceversa, che il contraente dichiari di aver adottato un proprio Modello e un proprio codice etico i cui principi dichiara essere coerenti con quelli degli analoghi documenti della Società.
3.10. Modifiche ed integrazioni del Modello
Il Decreto espressamente prevede la necessità di aggiornare il Modello al fine di mantenerlo costantemente in linea con le specifiche esigenze dell’Ente e della sua concreta operatività.
Gli interventi di adeguamento e/o aggiornamento del Modello saranno realizzati almeno in occasione di:
- innovazioni normative;
- violazione del Modello e/o esiti negativi di verifiche sull’efficacia del medesimo;
- modifiche della struttura organizzativa della Società.
L’aggiornamento del Modello, e quindi, la sua integrazione e/o modifica, spetta al Consiglio di Amministrazione, il quale può consultarsi con le altre strutture/funzioni competenti.
Qualsiasi modifica sostanziale, relativa, ad esempio all’introduzione di nuove parti speciali o di nuovi protocolli in aree aziendali a rischio, necessita di preventivo consulto con l’Organismo di Vigilanza.
Modifiche di minor portata, ovvero di tipo formale, quali, ad esempio, l’allineamento dei protocolli a nuove disposizioni organizzative, possono essere effettuate direttamente a cura del management, previa condivisione con l’Organismo di Vigilanza, seguita dalla ratifica da parte del Consiglio di Amministrazione.
La semplice “cura” dell’aggiornamento del Modello ossia la mera sollecitazione in tal senso e non già la sua diretta attuazione, spetta invece all’Organismo di Vigilanza.
Con riferimento alle regole aziendali/ istruzioni operative/ procedure/ protocolli richiamati dal Modello oppure a quelle che, seppur richiamate, normano i processi di cui alle aree a rischio, qualsivoglia loro modificazione, integrazione, eliminazione, etc. deve essere comunicata dalla funzione competente all’Organismo di Vigilanza, al fine di analizzare gli eventuali impatti sul sistema di controllo interno, rilevanti ai fini 231.
4. ORGANISMO DI VIGILANZA
4.1. Identificazione dell’Organismo di Vigilanza
Secondo le disposizioni del Decreto, le caratteristiche dell’Organismo di Vigilanza devono essere quelle di:
- autonomia e indipendenza, requisiti fondamentali perché l’Organismo non sia direttamente coinvolto nelle attività gestionali che rappresentano l’oggetto della sua attività di vigilanza.
A tal fine l’Organismo dovrà essere incaricato dal Consiglio di Amministrazione ed i membri dello stesso non dovranno avere mansioni operative in ambito aziendale.
L’Organismo dovrà essere dotato di autonomia decisionale e di un autonomo potere di spesa.
Il Consiglio d’Amministrazione, su proposta dell’Organismo di Vigilanza, attribuirà al medesimo un fondo di dotazione, di cui l’Organismo di Vigilanza potrà chiedere un’integrazione nel caso di motivate necessità. La posizione dell’OdV nell’ambito della Società deve garantire l’autonomia dell’iniziativa di controllo da ogni forma d’interferenza e/o di condizionamento da parte di qualunque organo (e in particolare dell’organo dirigente);
- professionalità, intesa come possesso di competenze tecnico-professionali adeguate alle funzioni di controllo che l’organismo è tenuto ad eseguire;
- continuità dell’azione, a tale scopo l’organismo deve:
a. garantire l’aggiornamento del Modello;
b. vigilare, in modo costante sull’applicazione del Modello, esercitando a tal fine i necessari poteri d’indagine;
c. rappresentare un riferimento costante per tutto il personale della Società e, in generale, per tutti i destinatari del Modello.
Perché, dunque, sia assicurata la continuità dell’attività di vigilanza, l’organismo deve essere un organo della Società cui non devono competere mansioni di tipo operativo né mansioni dirigenziali in grado di condizionare la visione d’insieme delle attività aziendali.
L’Organismo di Vigilanza nello svolgimento dei propri compiti, si avvarrà del supporto di altre funzioni aziendali di Savar e/o di consulenti esterni, in ragione delle competenze che risulteranno necessarie caso per caso.
4.2. Composizione e nomina dell’Organismo di Vigilanza
L’Organismo di Vigilanza può avere composizione monocratica o collegiale; la scelta della composizione è demandata all’organo amministrativo.
I membri dell’organismo restano in carica for la durata definita dal Consiglio di Amministrazione all’atto della nomina e sono sempre rieleggibili.
La loro sostituzione prima della scadenza del mandato può avvenire solo per giusta causa o giustificato motivo, intendendosi tali, a titolo esemplificativo:
- la volontaria rinunzia da parte del membro dell’organismo;
- la sopravvenuta incapacità per cause naturali;
- il venire meno dei requisiti di onorabilità;
- il venire meno del requisito di indipendenza;
- la mancata partecipazione a due o più riunioni anche non consecutive senza giustificato motivo nell’arco di dodici mesi;
- la mancata comunicazione al Consiglio di Amministrazione da parte di un membro dell’organismo del verificarsi di una causa di decadenza di cui al successivo paragrafo;
- il verificarsi di una delle cause di sospensione o revoca di cui al successivo paragrafo.
Il Consiglio di Amministrazione di Savar S.r.l. stabilisce, per l’intera durata della carica il compenso annuo spettante ai membri dell’Organismo di Vigilanza.
I membri interni, se nominati, non percepiscono alcun compenso aggiuntivo.
4.3. Cause di ineleggibilità, decadenza, sospensione, revoca dei membri dell’organismo di vigilanza
Non possono essere nominati componenti dell’Organismo di Vigilanza coloro che si trovino nelle condizioni previste dall’art.2382 c.c.
Inoltre, per poter rivestire la carica di componente dell’organismo di vigilanza, i soggetti devono dichiarare:
- di non avere relazioni di parentela, coniugio o affinità entro il IV grado con componenti del Consiglio di Amministrazione, né con soggetti apicali in genere;
- che non risultano conflitti d’interesse, anche potenziali, con la Società tali da pregiudicare l’indipendenza richiesta dal ruolo e dai compiti propri dell’Organismo di Vigilanza;
- di non essere titolare, direttamente o indirettamente, di partecipazioni azionarie di entità tale da permettere di esercitare una notevole influenza sulla Società;
- di non rivestire e non aver rivestito funzioni di amministrazione – nei tre esercizi precedenti alla nomina quale membro dell’Organismo di Vigilanza – di imprese sottoposte a fallimento, liquidazione coatta amministrativa o altre procedure concorsuali;
- di non essere stato parte di rapporti di pubblico impiego presso amministrazioni centrali o locali nei tre anni precedenti alla nomina quale membro dell’Organismo di Vigilanza;
- di non aver rivestito la qualifica di membro dell’Organismo di Vigilanza in seno a Società nei cui confronti siano state applicate sanzioni previste dall’art.9 del d.lgs.231/2001 e successive modifiche e integrazioni;
- di non aver subito condanna - anche non passata in giudicato o emessa ex art. 444 e ss. c.p.p. e anche se con pena condizionalmente sospesa, salvi gli effetti della riabilitazione - ovvero, provvedimento che comunque accerti la propria responsabilità, in Italia o all’estero, per i delitti richiamati dal d.lgs. 231/2001 o delitti ad essi assimilabili;
- di non aver subito condanna, con sentenza anche non passata in giudicato o emessa ex art. 444 e ss. c.p.p. e anche se con pena condizionalmente sospesa, salvi gli effetti della riabilitazione - ovvero con provvedimento che comunque accerti la propria responsabilità, a una pena che importi l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici, ovvero l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
- di non essere stato destinatario in via definitiva di una delle misure di prevenzione previste dal d.lgs. 159/2011 recante “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli art. 1 e 2 della l. 13 agosto 2010, n.136”.
I candidati alla carica di membri dell’Organismo di Vigilanza debbono autocertificare con dichiarazione sostitutiva di notorietà di non trovarsi in alcuna delle condizioni indicate dal numero 1 al numero 9 impegnandosi espressamente a comunicare eventuali variazioni rispetto al contenuto di tali dichiarazioni.
I membri dell’Organismo di Vigilanza decadono dalla carica e possono conseguentemente essere revocati dalla funzione nel momento in cui vengono a trovarsi successivamente alla loro nomina:
- in una delle situazioni contemplate nell’art. 2399 c.c.;
- in una delle condizioni indicate ai numeri 1-9 delle condizioni di ineleggibilità innanzi indicate;
- nella situazione in cui, dopo la nomina, si accerti aver rivestito la qualifica di membro dell’Organismo di Vigilanza in seno a Società nei cui confronti siano state applicate le sanzioni previste dall’art. 9 del Decreto in relazione a illeciti amministrativi commessi durante la loro carica;
- in caso di applicazione di una misura cautelare personale;
- in caso di applicazione provvisoria di una delle misure di prevenzione previste dall’art. 10, comma 3, della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 3 della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modificazioni;
- in caso di accertamento, da parte del Consiglio di Amministrazione, di negligenza, imperizia o colpa grave nello svolgimento dei compiti assegnati ai sensi del paragrafo successivo e, in particolare, nell’individuazione e conseguente eliminazione di violazioni del Modello, nonché, nei casi più gravi, perpetrazione di reati.
4.4. Funzioni e poteri dell’Organismo di Vigilanza
Allo scopo di vigilare sull’applicazione del Modello e di verificarne l’efficacia, sono affidati all’OdV i seguenti compiti:
- coordinarsi con i diversi responsabili delle funzioni aziendali per ciò che concerne l’attuazione del Modello. A tal fine l’Organismo, cooperando con le funzioni aziendali interessate, deve promuovere idonee iniziative per la diffusione e la comprensione del Modello, per la formazione del personale, per la definizione di clausole contrattuali standard, etc;
- coordinarsi con i diversi responsabili delle altre funzioni aziendali al fine di predisporre la documentazione organizzativa interna, contenente istruzioni, chiarimenti o aggiornamenti, necessaria ad assicurare il funzionamento del Modello;
- raccogliere e conservare le informazioni rilevanti in ordine al rispetto del Modello. A tal fine l’Organismo ha libero accesso a tutta la documentazione aziendale ed allo stesso devono essere inoltrate tutte le comunicazioni di carattere organizzativo e/o gestorio;
- verificare periodicamente la mappa delle aree a rischio reato;
- verificare l’effettiva applicazione delle procedure e protocolli aziendali adottati dalla Società nelle aree a rischio e ciò al fine di prevenire la commissione dei reati;
- verificare determinate operazioni o atti specifici particolarmente esposti al rischio di reato. Le verifiche possono essere eseguite sia nell’ambito di un piano di verifiche prestabilito, sia attraverso “controlli a sorpresa”;
- predisporre strumenti destinati a ricevere dai destinatari del Modello eventuali richieste di chiarimenti in ordine a ipotesi problematiche nonché sollecitazioni di interventi tesi a garantire il corretto monitoraggio del Modello;
- verificare il coordinamento del Modello con i Sistemi di Gestione ISO adottati dalla Società;
- curare l’aggiornamento e l’integrazione del Modello ogni qual volta esigenze normative, attuative od organizzative lo richiedano.
Per lo svolgimento dei compiti suddetti, l’Organismo:
- può definire un proprio regolamento di funzionamento, comunicandolo, in caso di adozione, al Consiglio di Amministrazione;
- deve avere libero accesso a tutta la documentazione aziendale;
- può acquisire dichiarazioni dalle persone che possono fornire informazioni rilevanti ai fini dell’operatività del Modello;
- può dare impulso a procedimenti disciplinari;
- dispone di adeguate risorse finanziarie al fine di poter correttamente adempiere ai propri compiti.
4.5. Reporting dell’Organismo di Vigilanza
All’Organismo di Vigilanza di Savar sono assegnate tre linee di reporting:
- la prima su base continuativa, direttamente nei confronti dell’Amministratore Delegato e del Legale Rappresentante;
- la seconda, su base annuale, nei confronti dell’intero Consiglio di Amministrazione.
L’Organismo potrà essere convocato in qualsiasi momento dai suddetti organi e funzioni e potrà, a sua volta, richiederne la convocazione allorquando ritenga di dover riferire in merito al rispetto del Modello.
4.6. I flussi informativi nei confronti dell’Organismo di Vigilanza
Al fine di agevolare la vigilanza sull’efficacia del Modello devono essere trasmesse all’Organismo tutte le informazioni di carattere organizzativo e/o gestorio ritenute utili a tale scopo, comprese le osservazioni in merito all’adeguatezza del sistema di controllo adottato.
In capo a ciascun soggetto responsabile è previsto l’obbligo di trasmettere all’Organismo di Vigilanza tutte le informazioni individuate e definite nei protocolli di cui alla Parte Speciale del presente Modello.
L’Organismo di Vigilanza potrà, in ogni caso, chiedere ai destinatari del Modello informazioni, integrazioni e/o documenti per il completo e corretto svolgimento delle proprie attività.
Le comunicazioni di cui al presente paragrafo dovranno essere tempestivamente inviate all’indirizzo di posta elettronica: segnalazioni@fasolaw.it. Si evidenzia che a tale indirizzo di posta elettronica, hanno accesso solo i componenti dell’OdV, che daranno seguito alle comunicazioni ricevute garantendo la riservatezza dei dati degli autori delle comunicazioni fatti salvi gli obblighi di legge.
La Società condivide con l’Organismo di Vigilanza il verbale del Riesame della Direzione tenuto in relazione al sistema qualità adottato, onde coordinare le esigenze di controllo del rischio ai sensi del presente MOGC con quelli previsti dai Sistemi di Gestione.
Il Responsabile del Sistema di Gestione Integrata deve dare informativa all’OdV in merito:
- alle valutazioni condotte nell’ambito dell’Analisi del sistema integrato;
- alle modifiche e aggiornamenti della Politica sicurezza e qualità e del relativo programma;
- agli esiti delle attività di audit e verifica periodica della conformità legislativa;
- agli esiti delle attività di verifica da parte dei certificatori;
- all’implementazione delle azioni individuate nel programma sicurezza e qualità.
05. SEGNALAZIONI WHISTLEBLOWING
In attuazione delle previsioni di cui all’art. 6 comma 2-bis del d.lgs. 231/2001 sono istituiti i seguenti canali attraverso i quali i soggetti indicati nell’articolo 5, comma 1, lettere a) e b) del Decreto possono presentare, a tutela dell’integrità della Società, segnalazioni circostanziate di condotte illecite rilevanti ai sensi del Decreto e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti o di violazioni del Modello di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte:
- tramite posta chiusa indirizzata all’OdV c/o la sede della Società;
- tramite posta elettronica indirizzata alla casella di posta riservata segnalazioni@fasolaw.it.
Ulteriori e diversi canali potranno essere istituiti dalla Società, che in tal caso provvederà a darne adeguata informazione agli interessati.
Tutte le segnalazioni ricevute tramite i suddetti canali sono trasmesse all’OdV e gestite secondo modalità che garantiscono la riservatezza dell'identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione e nel rispetto della normativa in materia di Privacy.
Tutte le segnalazioni ricevute sono valutate dall’OdV; non verranno prese in considerazione segnalazioni vaghe, poco circostanziate e che non facciano riferimento a elementi di fatto precisi e concordanti, oppure che in maniera evidente risultino effettuate in mala fede o abbiano contenuto calunnioso o diffamatorio.
Le segnalazioni anonime, vale a dire prive di elementi che consentano di identificare il loro autore, purché recapitate tramite le modalità previste dal presente documento, verranno prese in considerazione dall’OdV, ove si presentino adeguatamente circostanziate e rese con dovizia di particolari, siano tali cioè da far emergere fatti e situazioni relazionandoli a contesti determinati (esempio indicazioni di nominativi o qualifiche particolari, menzione di uffici specifici, procedimenti o eventi particolari, ecc.).
5.1 Tutela del segnalante e dei soggetti coinvolti
Viene garantita la massima tutela della riservatezza dell’identità degli autori delle segnalazioni veicolate mediante il canale whistleblowing assicurando la medesima tutela a tutti i soggetti menzionati e/o comunque coinvolti nella segnalazione, fatti salvi gli obblighi di legge e di tutela dei diritti della Società e/o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede.
Viene altresì assicurata la massima riservatezza del contenuto della segnalazione.
A garanzia del rispetto dell’obbligo di riservatezza, Savar ha previsto l’applicazione di sanzioni disciplinari nei confronti di coloro che si accertano essere responsabili della violazione di tale obbligo, come meglio esplicitato al successivo paragrafo 8.
Si precisa che l’applicazione di misure ritorsive nei confronti dei soggetti tutelati dalla normativa (come i soggetti segnalanti) deve essere oggetto di segnalazione veicolata per mezzo del canale di segnalazione esterno istituito presso il sito istituzionale di ANAC: sarà poi quest’ultima a provvedere alla denuncia all’ispettorato nazionale del lavoro.
Si precisa tuttavia che le segnalazioni devono essere effettuate in buona fede, devono essere circostanziate con informazioni precise ed essere corroborate da elementi non palesemente infondati. Infatti, i meccanismi di tutela del segnalante non trovano applicazione nel caso di accertamento con sentenza della responsabilità penale per i reati di calunnia o diffamazione o comunque per i medesimi reati commessi con la denuncia, ovvero della responsabilità civile, per aver riferito informazioni false rese con dolo o colpa grave.
Nei casi di accertamento di tali responsabilità al segnalante è applicata una sanzione disciplinare come precisato al successivo paragrafo 8.
06. FORMAZIONE DEL PERSONALE
6.1 Formazione ed informazione del personale
Savar promuove la conoscenza del Modello e dei relativi protocolli tra tutti i dipendenti, che sono tenuti a conoscerne il contenuto ed a contribuire alla relative attuazione.
La Società definisce, allo scopo, con cadenza da determinare a cura del Consiglio di Amministrazione previa consultazione con l’Organismo di Vigilanza, uno specifico piano di comunicazione e formazione volto ad illustrare a tutto il personale il Modello e le parti speciali, all’interno del quale sono indicate le attività da svolgere ed è prevista la possibilità di apportare modifiche ed integrazioni in corso d’anno.
6.2. Comunicazioni al personale
Diversi sono i momenti della vita della Società nella quale vengono effettuate comunicazioni in merito al Modello.
In particolare, viene effettuata un’attività di diffusione iniziale, nel corso della quale tutti i dipendenti vengono informati dall’adozione del Modello da parte della Società e, successivamente, vengono effettuate ulteriori comunicazioni sia per sensibilizzare periodicamente i dipendenti che per comunicare gli aggiornamenti del Modello, procedure, codici, ecc.
Per ciò che concerne la comunicazione, si prevedono le seguenti modalità alternative:
- la diffusione del Modello tramite i sistemi informativi aziendali e l’invio dello stesso tramite posta elettronica a tutti i dipendenti dotati di PC;
- la diffusione del Modello tramite l’utilizzo della bacheca aziendale, per tutti i dipendenti non dotati di PC;
- e-mail di aggiornamento.
Inoltre, i neoassunti verranno informati al momento dell’assunzione, dell’esistenza del Modello e dei principali contenuti dello stesso e sottoscriveranno un modulo per presa visione, ed accettazione del Modello stesso, con il quale si dovranno impegnare, nello svolgimento dei propri compiti, al rispetto dei principi, regole e procedure in esso contenuti.
6.3 Attività di formazione
L’attività di formazione finalizzata a diffondere la conoscenza della normativa di cui al Decreto è differenziata, nei contenuti e nelle modalità di erogazione, in funzione della qualifica dei destinatari, del livello di rischio dell’area in cui operano e dell’avere o meno funzioni di rappresentanza della Società. Le sessioni di formazione possono essere svolte o in modalità e-learning o attraverso sessioni in aula. In entrambi i casi deve essere tenuta traccia della partecipazione alle lezioni.
6.4 Informativa a collaboratori esterni e partners
La Società al fine di promuovere la conoscenza e l’osservanza del Modello anche tra i propri consulenti, collaboratori, clienti e fornitori, fornirà un’apposita informativa sui principi e le procedure che Savar ha adottato sulla base del Modello nonché le clausole contrattuali che per l’effetto verranno adottate dalla Società.
07. IL SISTEMA DI PROCURE E DELLE DELEGHE
Per il conferimento, la gestione e la revoca delle procure che attribuiscono poteri di rappresentanza la Società richiede che:
- siano rispettate le limitazioni di potere previste per l’Amministratore Delegato nella delega conferitagli dal Consiglio di Amministrazione;
- siano rispettate le limitazioni di potere previste per l’Amministratore Delegato e per il Legale Rappresentante per ciò che concerne gli atti di straordinaria amministrazione;
- siano rispettate le limitazioni previste per l’esercizio dei c.d. Poteri Bancari (poteri di intrattenere rapporti contrattuali con gli istituti di credito).
08. SISTEMA DISCIPLINARE
La predisposizione di un adeguato sistema sanzionatorio per la violazione delle prescrizioni contenute nel Modello e nel Codice Etico, nonché delle disposizioni dei Sistemi di Gestione adottati dalla Società, è condizione essenziale per assicurare l’effettiva attuazione degli stessi. Il sistema disciplinare di Savar è adottato ai sensi dell’art.6, comma secondo, lett. E) e dell’art. 7, comma quarto, lett. b) del Decreto.
Le regole contenute nel Modello faranno parte integrante della regolamentazione aziendale e di conseguenza la loro violazione costituirà grave illecito disciplinare, integrando quanto previsto dall’art. 2106 c.c., dalle procedure e dalle norme previste dai contratti collettivi vigenti.
Le regole di condotta imposte dal Modello sono assunte da Savar piena autonomia, l’applicazione delle sanzioni disciplinari prescinde pertanto dall’esito di un eventuale procedimento penale. I comportamenti tenuti dai lavoratori in violazione delle regole contenute nel presente Modello sono dunque considerati illeciti disciplinari. L’entrata in vigore e la diffusione del presente Modello costituirà pubblicazione delle norme ivi contenute con la conseguenza che da quel momento potranno essere rilevate le difformità ed irrogate le sanzioni.
8.1. Irrogazione delle sanzioni
Il procedimento di irrogazione delle sanzioni avviene in conformità con le disposizioni contrattuali e normative previste in materia di lavoro.
In particolare, è compito dell’Organismo di Vigilanza segnalare le violazioni del corpo normativo rilevante ai fini 231 di cui viene a conoscenza all’Amministratore Delegato, di avviare il procedimento sanzionatorio nel rispetto delle norme di legge e del CCNL di settore, previa:
- contestazione tempestiva e dettagliata della violazione al lavoratore;
- analisi delle giustificazioni addotte del lavoratore;
- indagine ed istruttoria sull’accaduto.
L’Amministratore Delegato definisce, caso per caso, il tipo e l’entità delle sanzioni da comminare, in proporzione alla gravità delle mancanze e, comunque, in considerazione degli elementi di seguito elencati:
- elemento soggettivo della condotta, a seconda del dolo o della colpa;
- rilevanza degli obblighi violati;
- livello di responsabilità gerarchica e/o tecnica;
- presenza di circostanze aggravanti o attenuanti con particolare riguardo a professionalità, precedenti esperienze lavorative, circostanze in cui è stato commesso il fatto;
- eventuale condivisione di responsabilità con altri soggetti che abbiano concorso nel determinare la violazione;
- comportamenti che possano compromettere, sia pure a livello potenziale, l’efficacia del Modello.
Le sanzioni disciplinari sono irrogate, nelle medesime modalità, anche a coloro che si accertano essere responsabili:
- della violazione dell’obbligo di riservatezza nella gestione delle segnalazioni whistleblowing;
- della violazione del divieto di ritorsione nei confronti del segnalante o degli altri soggetti tutelati ai sensi del d.lgs. 24/2023;
- di aver ostacolato o di aver tentato di ostacolare la presentazione della segnalazione;
- della mancata istituzione di canali e procedure per la presentazione e gestione delle segnalazioni in conformità alla normativa applicabile;
- di non aver svolto le attività di verifica e di analisi delle segnalazioni ricevute;
- per i reati di calunnia o diffamazione o comunque per i medesimi reati commessi con la denuncia, ovvero della responsabilità civile, per aver riferito informazioni false riportate intenzionalmente con dolo o colpa grave, responsabilità accertata con sentenza.
8.2. Sistema sanzionatorio per i lavoratori dipendenti
I comportamenti tenuti dai lavoratori dipendenti in violazione dei principi di comportamento e dei protocolli indicati nel Modello costituiscono illeciti disciplinari.
Nei riguardi dei lavoratori dipendenti sono irrogabili esclusivamente le sanzioni previste dal CCNL applicabile, nel rispetto delle procedure indicate dall’art.7 dello statuto dei lavoratori e da eventuali normative speciali applicabili in materia.
In relazione a quanto sopra il Modello fa espresso richiamo all’apparato sanzionatorio previsto nel CCNL di settore for le violazioni disciplinari.
In particolare, visto il principio di tipicità delle violazioni e delle sanzioni disciplinari, vengono individuate, per i lavoratori legati alla Società da un rapporto di subordinazione, i provvedimenti disciplinari sono indicati nell’art. 238 del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro per il settore commercio.
Nel dettaglio, si prevede che:
- incorre nei provvedimenti di rimprovero scritto, multa o sospensione il lavoratore che violi i principi di comportamento e i protocolli indicati nel Modello (ad es. che non osservi le procedure prescritte, ometta di dare comunicazione all’OdV delle informazioni prescritte, ometta di svolgere controlli, ometta di segnalare al Servizio Prevenzione e Protezione eventuali situazioni di rischio inerenti alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, non faccia uso o faccia un inadeguato uso dei Dispositivi di Protezione Individuali, ometta di segnalare situazioni a rischio inerenti la salvaguardia dell’ambiente, ecc.) o adotti, nell’espletamento di attività nei processi a rischio, un comportamento non conforme alle prescrizioni del Modello stesso;
- incorre, inoltre, anche nel provvedimento di licenziamento con preavviso il lavoratore che:
a. adotti nell’espletamento delle attività nei processi a rischio un comportamento non conforme alle prescrizioni del presente Modello e diretto in modo univoco al compimento di un reato sanzionato dal Decreto oppure, con riferimento specifico alle tematiche di salute e sicurezza,
b. non esegua in via continuativa l’attività di vigilanza prescritta ai sensi del Testo Unico 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul Lavoro
c. metta in atto comportamenti ostruzionistici nei confronti dell’OdV oppure dei soggetti (i.e.: Datore di Lavoro, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, RLS o altri soggetti dell’organigramma di cui al Documento di Valutazione dei Rischi ex Testo Unico 81/2008) responsabili nell’ambito del sistema di gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro;
- incorre, infine anche nel provvedimento di licenziamento senza preavviso il lavoratore che adotti, nell’espletamento delle attività nei processi a rischio un comportamento palesemente in violazione delle prescrizioni del presente Modello, tale da determinare la concreta applicazione a carico della Società di misure previste dal Decreto oppure, con riferimento specifico alle tematiche di salute e sicurezza, manometta in via ripetuta i macchinari e/o attrezzature e/o i Dispositivi di Protezione Individuale causando in tale modo pericolo per sé o per gli altri.
L’accertamento delle suddette infrazioni, eventualmente su segnalazione dell’Organismo di Vigilanza e/o del datore di lavoro nel caso di infrazioni al sistema della sicurezza e salute sul luogo di lavoro, la gestione dei procedimenti disciplinari e l’irrogazione delle sanzioni stesse restano di competenza dell’Amministratore Delegato.
8.3. Sistema sanzionatorio per i dirigenti
Nel caso di violazioni da parte di dirigenti delle procedure interne previste dal presente Modello, si deve considerare violato il rapporto fiduciario tra la Società ed il dirigente.
Di conseguenza si provvederà ad applicare nei confronti dei responsabili le misure più idonee in conformità a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale applicabile agli stessi.
8.4. Sistema sanzionatorio per gli amministratori
Nel caso di violazione del Modello da parte degli amministratori della Società, il soggetto competente ne informa il Consiglio di Amministrazione e l’organo di controllo.
La medesima informativa al Consiglio di Amministrazione e all’organo di controllo verrà resa qualora anche solo un amministratore si sia reso responsabile.
Il Consiglio di Amministrazione applicherà nei confronti degli amministratori la sanzione ritenuta più idonea, secondo i criteri illustrati al paragrafo 8.1. che precede. Il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di irrogare sanzioni di natura pecuniaria, di revocare le deleghe conferite, nonché di convocare l’assemblea per deliberare la revoca dell’amministratore.
In ogni caso, nell’ipotesi in cui sia stato disposto il rinvio a giudizio di amministratori per reati da cui derivi la responsabilità amministrativa della Società, si procederà alla convocazione dell’assemblea dei soci per deliberare le più opportune azioni da intraprendere.
8.5. Sistema sanzionatorio per i componenti dell’organo di controllo
Si applicano le medesime sanzioni previste in caso di violazione del Modello da parte degli amministratori, come descritte nel precedente paragrafo, nel caso di violazione del Modello da parte dei componenti dell’organo di controllo.
8.6. Sistema sanzionatorio per i collaboratori esterni
Le norme aziendali e quelle previste dal presente Modello saranno comunicate ai collaboratori esterni ed ai partners della Società, ivi compresi gli agenti di commercio.
Ogni comportamento posto in essere dai collaboratori esterni, dai partners e dagli agenti di commercio in contrasto con le linee di condotta indicate dal presente Modello e tale da comportare il rischio di commissione di un reato previsto dal Decreto potrà comportare l’applicazione della clausola risolutiva espressa che sarà stipulata in ogni contratto (salvo in ogni caso il risarcimento del danno).
L’Organismo di Vigilanza cura l’elaborazione, l’aggiornamento e l’inserimento nelle lettere di incarico o negli accordi di partnership di tali specifiche clausole contrattuali che prevedranno anche l’eventuale risarcimento dei danni sofferti dalla Società in conseguenza dell’applicazione da parte del giudice delle misure previste dal Decreto.
9. PROTOCOLLI E PRINCIPI GENERALI
L’agire societario deve conformarsi ad alcuni principi di carattere generale, indipendentemente dalla presenza di una specifica procedura. Tali principi, vincolanti per tutti i destinatari, sono:
- chiara definizione di poteri e limiti per i soggetti che operano in nome e per conto della Società;
- coerenza tra poteri di firma e organizzativi e responsabilità correlate, con particolare riguardo al sistema di procure e deleghe;
- segregazione delle funzioni all’interno di ogni processo aziendale: non deve sussistere identità soggettiva tra chi decide, chi dà attuazione e chi controlla. In particolare, deve essere sempre individuato un responsabile per ciascun processo aziendale;
- tracciabilità delle attività societarie: deve essere sempre possibile la ricostruzione delle fasi di formazione degli atti e devono essere previsti report periodici da parte dei responsabili dei processi aziendali sugli aspetti più significativi dell’attività svolta;
- tracciabilità dei flussi finanziari: ogni trasferimento di risorse finanziarie, siano esse in entrata o in uscita, devono trovare preciso giustificativo;
- monitoraggio: aggiornamento tempestivo e periodico di procure, deleghe nonché del sistema di controllo;
- archiviazione: ogni documento aziendale relativo alla formazione e all’attuazione delle decisioni aziendali e ogni report devono essere archiviati a cura del Responsabile del processo;
- deve esservi sempre il rispetto delle normative di riferimento unitamente, laddove previsti, ai contenuti dei protocolli relativi alle singole attività sensibili;
nei rapporti con la P.A. è vietata l’offerta, la dazione o l’autorizzazione, diretta o indiretta, di pagamenti di somme di denaro o di altro valore, al fine di influenzare qualsiasi azione o decisione da parte dell’operatore appartenente alla P.A.;
10. VERIFICHE PRELIMINARI
Al fine di dare attuazione compiutamente alle previsioni del Modello di organizzazione e gestione, nei confronti di qualsiasi controparte contrattuale (fornitori, consulenti, clienti o soggetti che svolgano qualsiasi altra attività connessa alle attività della Società) devono essere sempre attuate le seguenti verifiche preliminari:- attendibilità commerciale e professionale dei fornitori e partner commerciali o finanziari, sulla base delle condizioni contrattuali e di pagamento applicate, di dati pregiudizievoli pubblici, quali protesti, procedure concorsuali o simili, nonché del coinvolgimento di persone politicamente esposte ai sensi del d.lgs. 231/2007, ossia “le persone fisiche residenti in altri Stati comunitari o in Stati extracomunitari, che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche nonché i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami”;
- verifica della presenza nelle liste dell’UIF delle controparti estere;
- verifica dell’applicazione di misure restrittive UE al Paese in cui sono situate le controparti estere;
- verifica dell’eventuale adozione di Modelli di organizzazione, gestione e controllo o equipollenti per soggetti esteri, da parte delle controparti contrattuali. In sede di selezione, costituisce titolo preferenziale, a parità di requisiti, l’adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo;
- verifica della regolarità dei pagamenti, con riferimento alla coincidenza tra destinatari e ordinanti dei pagamenti e le controparti effettivamente coinvolte nelle transazioni;
- controlli formali e sostanziali dei flussi finanziari aziendali. In particolare, i controlli devono tenere conto della sede legale della Società controparte, alla luce delle liste di Paesi a rischio di terrorismo ovvero centri off shore, degli istituti di credito utilizzati e di eventuali schermi societari o strutture fiduciarie utilizzate per transazioni e operazioni straordinarie;
- rispetto delle soglie per i pagamenti in contante, nonché eventuale utilizzo di libretti al portatore o anonimi per la gestione della liquidità;
- cautele in caso di pagamenti frazionati;
- determinazione preventiva dei requisiti minimi in possesso dei soggetti offerenti e fissazione di criteri di valutazione delle offerte nei contratti standard;
- determinazione preventiva di criteri di selezione, stipula ed esecuzione di accordi o joint venture, trasparenti e tracciabili, con altre imprese per la realizzazione degli investimenti. Verifica della congruità economica di eventuali investimenti effettuati in joint venture;
- estensione degli adeguamenti in ambito di riciclaggio a tutte le Società del Gruppo;
- formazione periodica per il personale ritenuto a rischio di coinvolgimento, anche inconsapevole o occasionale, in condotte di riciclaggio o terrorismo;
- corretta esecuzione delle procedure previste dai Sistemi di Gestione adottati e, in particolare: dal Sistema di Gestione per la salute e sicurezza sul lavoro e dal Sistema di Gestione della qualità;
- rispetto della normativa vigente sul lavoro, con particolare attenzione al lavoro minorile e a quanto previsto in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
1. PROTOCOLLO: Gestione degli acquisti e del ciclo passivo
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito della gestione degli acquisti e del ciclo passivo.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Acquisti, Responsabile Ufficio Tecnico, Responsabile Amministrativa, Reparto Logistica, Reparto Magazzino, Responsabile Produzione | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
1.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti e collaboratori, nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l., nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
1.2. Ruoli e Responsabilità
A seguito di richiesta formulata dall’ Amministratore Delegato o dal Responsabile Produzione, la Responsabile Acquisti si occupa dell’individuazione dei fornitori e delle attività inerenti la procedura di acquisto. La Responsabile Acquisti si occupa altresì del controllo incrociato tra la fattura ricevuta e il relativo DDT.
La Responsabile Amministrativa si occupa della registrazione contabile delle fatture relative ai fornitori e della successiva predisposizione dei pagamenti, previo consenso dell’Amministratore Delegato. Il Reparto Logistica e il Reparto Magazzino sono responsabili della verifica della corrispondenza e della conformità della merce, sulla base delle informazioni condivise dalla Responsabile Acquisti. Il Responsabile Ufficio Tecnico viene coinvolto in caso di difformità, tramite interlocuzione con i fornitori per risolvere eventuali problematiche tecniche. Il CdA verifica che tutto avvenga secondo le previsioni di legge e di cui al MOGC.
1.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure interne:
- P8.4 “Gestione del processo di approvvigionamento e fornitori”;
- P8.5.20 “Procedura caricamento a magazzino della merce in entrata”;
- P8.5.21 “Procedura controllo e archiviazione fatture fornitori”;
- P8.5.23 “Procedura emissione di un ordine di acquisto fornitore”;
- P8.5.25 “Procedura scorta minima”;
- P8.5.29 “Procedura inserimento nuovi fornitori”;
- Codice Etico.
La Società si avvale di un gestionale automatizzato che consente un’adeguata separazione delle funzioni nelle attività di gestione degli acquisti e del ciclo passivo, grazie al blocco delle funzioni per soggetti non autorizzati. Il gestionale e i controlli antecedenti alla fatturazione consentono di assicurare una corretta rappresentazione dell’attività sociale e di verificar l’effettività delle prestazioni.
1.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nella gestione del ciclo passivo devono:
- assicurare il rispetto delle procedure aziendali e delle norme di legge;
- agire nel rispetto del Codice Etico;
- impegnarsi a non dar corso e/o a contribuire ad alcuna forma di sfruttamento sensibilizzando in tal senso anche i propri fornitori e/o appaltatori;
- verificare che le fatture provengano da soggetti che hanno eseguito la prestazione e per gli importi contrattualmente convenuti o comunque dovuti sulla base delle prestazioni effettivamente eseguite anche attraverso la verifica dei documenti comprovanti l’esecuzione della prestazione (DDT).
2. PROTOCOLLO: Gestione del ciclo attivo
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nella gestione del ciclo attivo.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa, Responsabile Ufficio Tecnico, Responsabile Commerciale | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
2.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti e collaboratori, nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l.
2.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità dei processi di vendita sono definiti nelle procedure di riferimento.
Il Responsabile Commerciale è responsabile della gestione della trattativa con il cliente, avvalendosi di un listino prezzi personalizzato per ogni cliente e coinvolgendo il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, qualora ce ne fosse la necessità.
La Responsabile Amministrativa, a fine mese a seguito della chiusura degli ordini, effettua un controllo in ordine a:
- (i) DDT;
- (ii) prezzo riportato sulla conferma d’ordine;
- (iii) conferme d’ordine.
In una fase successiva, è responsabile della fatturazione verso i clienti e dell’emissione degli effetti salvo buon fine, con conseguente monitoraggio dello scadenziario delle riscossioni, oltre che dell’emissione delle Ri.Ba. L’Amministratore Delegato indica la destinazione per ciascuna banca, a seguito dell’emissione delle Ri.Ba. e svolge, altresì, un’attività di controllo sulla gestione del ciclo attivo.
2.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure interne:
- P8.2 “Commerciale”;
- P8.5.43 “Procedura fatturazione”;
- P8.5.31 “Procedura inserimento nuovi clienti”;
- Codice etico.
La Società si avvale di un gestionale automatizzato per le attività di contabilizzazione.
2.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nella gestione del ciclo attivo devono:
- assicurare il rispetto delle procedure aziendali, delle norme di legge e regolamentari in materia di anticorruzione e di utilizzo eventuale di titoli e/o prodotti protetti dalla proprietà industriale;
- garantire meccanismi di verifica di effettività della prestazione, prima dell’esecuzione dei pagamenti, come la verifica dei documenti comprovanti l’esecuzione della prestazione;
- rispettare i principi contenuti nel Codice Etico;
- garantire la tracciabilità delle negoziazioni;
- richiedere e ricevere pagamenti tracciabili, nel rispetto delle procedure adottate, unicamente dietro justificativo contabile;
- assicurare che i pagamenti siano eseguiti per gli importi contrattualmente pattuiti o risultanti dalle prestazioni effettivamente eseguite, anche attraverso la verifica dei documenti comprovanti l’esecuzione della prestazione;
- verificare che i flussi in entrata siano incassati dietro opportuno giustificativo contabile e che provengano dal soggetto che ha ricevuto la merce.
3. PROTOCOLLO: Gestione dei flussi finanziari
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nella gestione dei flussi finanziari.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
3.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti e collaboratori, nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar.
3.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità dei processi di acquisto sono definiti nelle procedure di riferimento.
La Responsabile Amministrativa è responsabile della gestione dei flussi finanziari, sia per il ciclo attivo che per il ciclo passivo.
In ordine al ciclo attivo, previa verifica dei documenti, tra i quali figurano:
- DDT;
- listini prezzi;
- conferme d’ordine;
- emissione delle fatture, procede alla stampa dello scadenziario clienti, a seguito dell’emissione degli effetti salvo buon fine, con cui monitora le relative riscossioni.
In ordine alla gestione del ciclo passivo, previa verifica dei documenti da parte della Responsabile Acquisti, la Responsabile Amministrativa dà avvio al processo di pagamento delle fatture.
I pagamenti vengono predisposti dalla Responsabile Amministrativa, previa autorizzazione dell’Amministratore Delegato.
Il CdA verifica che tutto avvenga secondo le previsioni di legge e di cui al MOGC.
3.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure interne:
- P8.5.21 “Procedura controllo e archiviazione fatture fornitori”;
- P8.5.43 “Procedura fatturazione”.
La Società si avvale di un gestionale automatizzato che, unitamente ai controlli eseguiti nella fase antecedente alla fatturazione, assicura una corretta rappresentazione dell’attività sociale oltre all’effettività dell’esecuzione delle prestazioni.
3.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nella gestione dei flussi finanziari:
- eseguono pagamenti tracciabili, nel rispetto delle procedure adottate, unicamente dietro giustificativo contabile;
- assicurano che i pagamenti siano eseguiti, unicamente a favore dei soggetti che hanno eseguito la prestazione, per gli importi contrattualmente pattuiti o risultanti dalle prestazioni effettivamente eseguite, anche attraverso la verifica dei documenti comprovanti l’esecuzione della prestazione;
- verificano che i flussi in entrata siano incassati dietro opportuno giustificativo contabile e che provengano dal soggetto che ha ricevuto la merce;
- danno attuazione alle Verifiche Preliminari di cui alla Parte Generale del MOGC.
4. PROTOCOLLO: Operazioni straordinarie
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nella gestione delle operazioni straordinarie.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Amministratore Delegato | Gestione |
| CdA | Decisionale |
| Legale Rappresentante | Controllo |
4.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti e collaboratori, nonché al Legale Rappresentante e all’Amministratore Delegato di Savar S.r.l., coinvolti nelle attività concernenti le operazioni straordinarie.
4.2. Ruoli e Responsabilità
L’Amministratore Delegato e il Legale Rappresentante sono responsabili dell’intera gestione delle operazioni straordinarie.
4.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Ai fini del presente protocollo per operazioni straordinarie si intende: acquisizioni, fusioni, conferimenti o acquisti di rami d’azienda, nonché ogni operazione sul capitale della società o sulle quote della stessa o della controllante.
Il C.d.A., con riferimento a ciascuna operazione straordinaria, esegue una valutazione preliminare con lo scopo di identificare:
- le ragioni e i motivi che conducono all’operazione;
- l’impatto finanziario dell’operazione;
- analisi costi/benefici;
- vantaggi organizzativi;
- effetti sul capitale sociale e sul patrimonio netto della Società.
I risultati dello studio sono discussi ed eventualmente sottoposti ad approvazione finale.
4.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nel processo di gestione di operazioni straordinarie devono osservare tutte le norme di legge e dello statuto sociale a tutela dell’integrità ed effettività del capitale sociale e assicurano, inoltre, corretta rappresentazione delle operazioni straordinarie dal punto di vista contabile e tributario.
5. PROTOCOLLO: Predisposizione delle scritture contabili e del bilancio
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nel processo di predisposizione delle scritture contabili e nella stesura del bilancio della Società.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa, Studio Consulenza | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
5.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti e collaboratori, nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l. nella predisposizione delle scritture contabili e del bilancio.
5.2. Ruoli e Responsabilità
La Responsabile Amministrativa è responsabile di verificare la correttezza, gestire, nonché conservare scritture di assestamento, bilancio, chiusura del bilancio contabile, conservando tutti i documenti dell’anno solare che riportano ratei, risconti e procede, successivamente, a compilare il prospetto assestamenti, sulla base del quale si effettuano le relative scritture di assestamento riferite ai documenti di entrata/uscita. I documenti citati vengono successivamente trasmessi allo Studio Consulenza, per la redazione del bilancio fiscale.
L’Amministratore Delegato verifica che tutto avvenga secondo le previsioni di legge e di cui al MOGC.
5.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure interne:
- P8.5.44 “Procedura prima nota, contabilità, cespiti, inventari, bilancio e registri iva”;
- Codice Etico.
5.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nel processo di predisposizione delle scritture contabili e del bilancio della Società devono:
- fornire un’informazione veritiera e adeguata circa la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società, garantendo l’impiego di comportamenti corretti e trasparenti, nel pieno rispetto delle procedure aziendali, del Codice Etico adottato ed in generale delle leggi e delle norme regolamentari;
- comunicare con tempestività tutte le informazioni richieste dalla legge in modo da consentire un adeguato monitoraggio contabile-fiscale della Società;
- tenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo, conforme alle norme di legge e alle procedure aziendali, nell’esecuzione delle attività di registrazione delle fatture e all’incasso delle stesse;
- conservare ordinatamente tutti i documenti che hanno dato origine e giustificano la registrazione a sistema;
- garantire una regolare tenuta dei registri IVA Vendite e IVA Acquisti e, in generale, delle scritture contabili obbligatorie e delle scritture interne;
- rispettare tutte le scadenze dei versamenti e delle trasmissioni relative agli adempimenti fiscali;
- garantire una corretta determinazione dell'imponibile da assoggettare a tassazione, apportando al risultato del bilancio di esercizio (civilistico), le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all'applicazione delle norme fiscali contenute nel TUIR (DPR 917/86);
- utilizzare o impiegare risorse economiche e finanziarie di cui sia stata verificata la provenienza e solo per operazioni che abbiano una motivazione espressa e che risultino registrate e documentate;
- evitare di:
a. fatturare prestazioni non effettivamente erogate;
b. duplicare la fatturazione per una medesima prestazione;
c. omettere l’emissione di note di credito qualora siano state fatturate, anche per errore, prestazioni in tutto o in parte inesistenti;
d. registrare fatture o comunque pagare prestazioni per prestazioni in tutto o in parte inesistenti, anche soggettivamente (ovvero se le prestazioni siano state, in concreto, eseguite da un soggetto diverso da quello che emette la fattura).
- Evitare di:
a. predisporre o comunicare dati falsi, lacunosi o comunque suscettibili di fornire una descrizione non corretta dell’attività sociale, anche con riguardo alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società;
b. omettere di comunicare dati e informazioni richiesti dalla normativa e dalle procedure in vigore riguardo alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società.
5.5 Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nella predisposizione delle scritture contabili e del bilancio comunicano all’Organismo di Vigilanza tempestivamente qualora riscontrino:
- il mancato rispetto della normativa in vigore e/o dei protocolli aziendali;
- che dalla tenuta dei registri IVA Vendite e IVA Acquisti, delle scritture contabili obbligatorie o delle scritture interne, emerga l’irregolare o inveritiera rappresentazione dell’attività sociale;
- che siano state utilizzate risorse economiche e finanziarie di cui non sia stata verificata la provenienza o per operazioni che non abbiano una motivazione espressa o che non risultino registrate e documentate;
- l’eventuale emissione di fatture inerenti a prestazioni non effettivamente erogate;
- l’omessa emissione di note di credito qualora siano state fatturate, anche per errore, prestazioni in tutto o in parte inesistenti;
- la ricezione di fatture o di altri documenti contabili da cui emergano costi, per prestazioni in tutto o in parte inesistenti, anche soggettivamente (ovvero se le prestazioni siano state, in concreto, eseguite da un soggetto diverso da quello che emette la fattura).
6. PROTOCOLLO: Conservazione della documentazione contabile
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nella conservazione della documentazione contabile.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
6.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l.
6.2. Ruoli e Responsabilità
Le procedure esplicitano le modalità di conservazione delle scritture, precisando che tutti i registri e i libri definitivi vengono archiviati in una scatola insieme agli altri documenti ufficiali indicando manualmente l’elenco del contenuto della scatola stessa.
Inoltre, per quanto riguarda il libro inventari, questo deve essere abbozzato all’interno dalla Società e variato dallo Studio Consulenza.
La conservazione della documentazione contabile viene effettuata in conformità alle previsioni di legge, nonché ai principi espressi nel Codice Etico.
6.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure interne:
- P8.5.44 “Procedura prima nota, contabilità, cespiti, inventari, bilancio e registri iva”;
- Codice Etico.
6.4. Principi di comportamento
I Destinatari, nella conservazione della documentazione contabile, devono:
- assicurare una gestione completa della documentazione contabile, garantendo che ogni documento sia raccolto, registrato e conservato in modo integro, leggibile e conforme ai fatti amministrativi;
- rispettare i tempi di conservazione stabiliti dalla normativa vigente;
- attenersi alle procedure aziendali relative alla gestione, protocollazione, digitalizzazione e conservazione dei documenti, utilizzando esclusivamente gli strumenti e i sistemi approvati dall’organizzazione, segnalando tempestivamente eventuali irregolarità, anomalie o violazioni delle procedure.
7. PROTOCOLLO: Gestione delle dichiarazioni fiscali e quantificazione dell’obbligazione tributaria
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nella gestione delle dichiarazioni fiscali e quantificazione dell’obbligazione tributaria.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa, Studio Consulenza | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
7.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, collaboratori, consulenti nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione e all’organo di controllo di Savar S.r.l.
7.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
La Responsabile Amministrativa è responsabile della redazione del bilancio civilistico, sulla base dei documenti giustificativi riferiti alle scritture di assestamento; tale bilancio viene condiviso preliminarmente con lo Studio Consulenza, a fini di verifica.
Lo Studio Consulenza è responsabile del calcolo delle imposte e della redazione del Bilancio Fiscale, che vengono successivamente registrate nel gestionale aziendale dalla Responsabile Amministrativa.
L’Amministratore Delegato svolge un’attività di controllo in ordine al rispetto del MOGC e delle procedure aziendali, nonché del Codice Etico.
7.3. Strategia fiscale
La Società agisce nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, in modo tale da assicurare che le dichiarazioni fiscali e i pagamenti siano effettuati in conformità alle normative di riferimento, conservando adeguatamente tutti i dati fiscali.
La strategia fiscale di Savar S.r.l. è orientata alla correttezza e alla trasparenza al fine di consentire la redazione di documenti veridici attendibili, idonei ad inquadrare la fedele situazione aziendale, in ottica di collaborazione con le autorità tributarie ed in conformità alle procedure di riferimento.
Le procedure informatiche previste per l’attività amministrativo-contabile sono improntate all’efficienza, correttezza, completezza e corrispondenza ai principi contabili, favorendo controlli e verifiche circa la legittimità, la congruenza e la coerenza del processo di decisione, autorizzazione e attuazione.
7.4. Monitoraggio del rischio fiscale e attività rimediali
Per assicurare il monitoraggio del rischio fiscale, la Responsabile Amministrativa:
- monitora trimestralmente il rispetto delle previsioni contenute nel budget annuale;
- si confronta con l’Amministratore delegato e/o con il Direttore Generale per verificarle cause di scostamento dei budget o nel caso in cui emergano errate rappresentazioni dell’attività sociale nelle scritture contabili;
- annualmente verifica che le dichiarazioni fiscali siano conformi alla normativa applicabile e alla strategia fiscale di cui al paragrafo nr. 7.3. del presente protocollo.
L’Amministratore Delegato avvisa prontamente il CdA per far sì che lo stesso assuma i necessari provvedimenti correttivi, qualora dovessero emergere:
a. irregolarità, illegittimità o contrarietà alla strategia fiscale approvata dal CdA delle dichiarazioni fiscali predisposte dall’Amministratore delegato;
b. erronee rappresentazioni dell’attività sociale, intenzionali o anche derivanti da negligenza o imperizia.
7.5. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure:
- P8.5.44 “Procedura prima nota, contabilità, cespiti, inventari, bilancio e registri iva”;
- Codice Etico.
7.6. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nei rapporti con il fisco devono:
- tenere un comportamento corretto e trasparente, assicurando il pieno rispetto delle normas di legge e regolamentari, nonché dei protocolli aziendali, nello svolgimento di tutte le attività finalizzate alla formazione della dichiarazione fiscale;
- conservare ordinatamente tutti i documenti che hanno dato origine e giustificano la registrazione a sistema;
- tenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo, nel rispetto delle norme di legge e dei protocolli aziendali, in tutte le attività finalizzate all’emissione e ricezione delle fatture e alle relative registrazioni;
- garantire una regolare tenuta delle scritture contabili obbligatorie e delle scritture interne;
- rispettare tutte le scadenze dei versamenti e delle trasmissioni relative agli adempimenti fiscali;
- utilizzare o impiegare risorse economiche e finanziarie di cui sia stata verificata la provenienza e solo per operazioni che abbiano una motivazione espressa e che risultino registrate e documentate;
- evitare di:
a. fatturare prestazioni non effettivamente erogate;
b. duplicare la fatturazione per una medesima prestazione;
c. omettere l’emissione di note di credito qualora siano state fatturate, anche per errore, prestazioni in tutto o in parte inesistenti;
d. registrare fatture o comunque pagare corrispettivi per prestazioni in tutto o in parte inesistenti, anche soggettivamente (ovvero se le prestazioni siano state, in concreto, eseguite da un soggetto diverso da quello che emette la fattura).
7.7. Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nei rapporti con il fisco comunicano all’Organismo di Vigilanza tempestivamente qualora riscontrino:
- il mancato rispetto della normativa in vigore e/o dei protocolli aziendali;
- che, delle scritture contabili obbligatorie o delle scritture interne, emerga l’irregolare o inveritiera rappresentazione dell’attività sociale;
- il mancato rispetto delle scadenze dei versamenti e delle trasmissioni relative agli adempimenti fiscali;
- l’erronea determinazione dell'imponibile da assoggettare a tassazione;
- che siano state utilizzate risorse economiche e finanziarie di cui non sia stata verificata la provenienza o per operazioni che non abbiano una motivazione espressa o che non risultino registrate e documentate;
- l’eventuale emissione di fatture inerenti a prestazioni non effettivamente erogate;
- l’omessa emissione di note di credito qualora siano state fatturate, anche per errore, prestazioni in tutto o in parte inesistenti;
- la ricezione di fatture o di altri documenti contabili da cui emergano costi, per prestazioni in tutto o in parte inesistenti, anche soggettivamente (ovvero se le prestazioni siano state, in concreto, eseguite da un soggetto diverso da quello che emette la fattura).
8. PROTOCOLLO: Selezione dei fornitori e degli spedizionieri
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito della selezione dei fornitori e degli spedizionieri.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Acquisti, Reparto Produzione | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
8.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l., nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
8.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
La Responsabile Acquisti è responsabile dell’operatività inerente l’individuazione dei fornitori e la procedura di acquisto, previa richiesta dell’Amministratore Delegato e del Reparto Produzione. Una volta individuato il fornitore, la Responsabile Amministrativa si occupa di emettere l’ordine di acquisto – previo consenso dell’Amministratore Delegato – che viene inviato al fornitore. È altresì responsabile della gestione e del monitoraggio della fase di consegna. Il CdA verifica che tutto avvenga secondo le previsioni di legge e di cui al MOGC.
8.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni ivi contenute:
- P8.4 “Gestione del processo di approvvigionamento e fornitori”;
- Codice Etico.
La selezione dei fornitori deve avvenire nel rispetto di criteri di affidabilità, professionalità, economicità ed esperienza oltre che di trasparenza.
Qualora il mercato presenti opportunità di acquisto presso fornitori non iscritti nell’elenco, gli addetti agli acquisti attuano le Verifiche Preliminari di cui alla Parte Generale del MOGC relativamente ai fornitori non ancora inseriti nell’elenco.
In caso di esito positivo delle verifiche condotte, ne informano l’Amministratore Delegato responsabile in materia di acquisti e, previa autorizzazione di quest’ultimo, inseriscono il fornitore nel modulo di gestione fornitori.
Gli accordi contrattuali intercorrenti fra fornitori e società devono soddisfare i seguenti criteri:
- informativa sulle norme comportamentali adottate dalla Società relativamente al Modello Organizzativo ex d.lgs. n. 231/2001 e ai relativi Codici Etici;
- informativa sulle conseguenze che le condotte contrarie alle previsioni del Modello nonché dei Codici Etici possono avere sui rapporti contrattuali;
- informativa sugli obblighi di trasparenza del fornitore in merito alle caratteristiche dei beni venduti, alla loro conformità alle vigenti leggi e alla loro idoneità a soddisfare le esigenze della Società e/o dei suoi clienti nonché le conseguenze di tali violazioni.
Analoghe modalità devono essere rispettate relativamente alla selezione degli spedizionieri e vettori utilizzati dalla Società.
8.4. Principi di comportamento
I Destinatari, che in ragione del proprio incarico o della propria funzione, sono coinvolti nel processo di selezione dei fornitori e spedizionieri devono:
- valutare l’affidabilità del fornitore e/o spedizioniere;
- rispettare i protocolli aziendali in materia di selezione dei fornitori;
- rispettare i protocolli aziendali relativi all’effettività della prestazione ricevuta dalla Società e congruità dei corrispettivi applicati;
- agire nel rispetto delle Verifiche Preliminari di cui alla Parte Generale del Modello.
8.5. Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nella selezione dei fornitori e degli spedizionieri comunicano all’Organismo di Vigilanza:
- l’avvio di procedure di selezione o qualifica che riguardino fornitori appartenenti a categorie considerate sensibili o a rischio;
- ogni criticità riscontrata durante le fasi di analisi e verifica, incluse eventuali incongruenze documentali, comportamenti anomali, difficoltà nel reperire informazioni o qualsiasi elemento che possa far emergere rischi di natura legale, reputazionale o collegati ai reati presupposto del Modello 231;
- l’esistenza di possibili conflitti di interesse, propri o riferibili ad altri soggetti coinvolti nel processo;
- la stipula o il rinnovo di contratti con fornitori e spedizionieri considerati sensibili;
- ogni anomalia rilevata nei rapporti economici o contrattuali con fornitori e spedizionieri.
9. PROTOCOLLO: Gestione delle trattative commerciali per la conclusione di acquisto da parte dei clienti
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito della gestione delle trattative commerciali per la conclusione di acquisto da parte dei clienti.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Commerciale | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
9.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l., nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
9.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
Il Responsabile Commerciale si occupa di gestire le trattative commerciali con i clienti, a seguito della ricezione di una richiesta tecnica di preventivo e di formulare le proposte commerciali sulla base di listini prezzi personalizzati per ogni cliente.
Il CdA vigila sul rispetto del presente protocollo.
9.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni ivi contenute:
- P8.2 “Commerciale”;
- Codice Etico.
La Società si avvale di listini prezzi personalizzati per ogni cliente e non applica percentuali di sconto agli stessi, concordando un prezzo finale customizzato per ciascun cliente.
9.4. Principi di comportamento
I Destinatari che in ragione del proprio incarico si trovano a gestire l’attività di vendita devono:
- rispettare il Codice Etico;
- garantire la tracciabilità delle negoziazioni;
- rispettare i listini prezzi vigenti e applicare le condizioni commerciali adottate in Società;
- rispettare i protocolli e le procedure in materia.
9.5. Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nel processo di gestione delle trattative commerciali per la conclusione di ordini di acquisto da parte dei clienti privati informano l’Organismo di Vigilanza, tempestivamente in merito alla violazione del Codice Etico, nonché sulla violazione dei protocolli aziendali in tema di attività di vendita.
10. PROTOCOLLO: Dazione di omaggi e regalie
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nel processo di dazione di omaggi e regalie.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Legale Rappresentante | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
10.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l. nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
10.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
Il Legale Rappresentante individua i potenziali destinatari di dazioni, omaggi e/o regalie e provvede alla restituzione di omaggi e regalie ricevuti superiori al modico valore.
Il CdA vigila sul corretto svolgimento del processo di cui al presente protocollo.
10.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nel presente protocollo e nel Codice Etico.
L'importo massimo degli omaggi e delle regalie a favore di terzi e che la Società può accettare è definito in Euro 50,00.
Sono vietati, a prescindere dall'importo, omaggi e regalie nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
10.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nei processi relativi all’erogazione di omaggi, regalie, elargizioni o donazioni in nome e per conto della Società, devono:
- rispettare i limiti del modesto valore relativamente agli omaggi e regalie;
- evitare di elargire qualsiasi forma di regalo che possa influenzare l’indipendenza di giudizio di soggetti o funzionari appartenenti alla Pubblica Amministrazione, italiani ed esteri, a loro familiari o a soggetti da essi segnalati, ovvero indurre gli stessi ad assicurare un qualsiasi vantaggio per la società;
- rispettare i limiti di importo stabiliti nel presente protocollo;
- nei rapporti con la pubblica amministrazione agire nel rispetto dei principi di comportamento contenuti nel protocollo relativo ai rapporti con la pa.
11. PROTOCOLLO: Rapporti con controparti estere
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito dei rapporti con controparti estere.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa, Responsabile Acquisti | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
11.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l. nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
11.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
La Responsabile Acquisti è responsabile dell’organizzazione del trasporto con il trasportatore, richiedendo l’anticipazione dei documenti necessari, al fine di verificarne l’idoneità.
La Responsabile Amministrativa, in fase di importazione, è responsabile della gestione dello sdoganamento, mediante la predisposizione della documentazione necessaria:
- dichiarazione di libera importazione;
- assenza di una copertura assicurativa da parte della Società;
- dichiarazione silica gel;
- mandato allo spedizioniere, comprensivo di tutti i dati relativi alla merce;
- tariffa doganale.
È altresì responsabile dell’acquisizione della bolla doganale dall’Agenzia delle Dogane e della verifica e del pagamento – previo consenso dell’Amministratore Delegato – in ordine alla fattura emessa dallo spedizioniere, il quale anticipa gli oneri doganali per conto della Società. Inoltre, nell’ambito del ciclo attivo, la Responsabile Amministrativa è responsabile della richiesta della bolla doganale allo spedizioniere, così da poter attestare l’uscita della merce dal territorio europeo. L’Amministratore Delegato vigila sul rispetto del MOGC, delle procedure aziendali e del Codice Etico.
11.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure operative:
- P8.5.20 “Procedura caricamento a magazzino delle merce in entrata”;
- P8.5.21 “Procedura controllo e archiviazione fatture fornitori”;
- P8.5.29 “Procedura inserimento nuovi fornitori”;
- P8.5.31 “Procedura inserimento nuovi clienti”;
- P8.5.32 “Procedura richiesta prova di consegna forniture intracomunitarie”;
- P8.5.34 “Procedura redazione e invio dichiarazione origine merci”;
- P8.5.37 “Procedura verifica dual use”;
- P8.5.39 “Procedura emissione conferma d’ordine”;
- P8.5.40 “Procedura emissione ddt/fattura accompagnatoria”;
- P8.5.43 “Procedura fatturazione”;
- P8.5.45 “Procedura iva annuale, intra, intento, certificazioni uniche”;
- Codice Etico.
11.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nel processo di assegnazione di consulenze e prestazioni professionali devono:
- rispettare la normativa vigente ai fini di evitare qualsiasi coinvolgimento, anche casuale e non voluto, in attività illecite;
- rispettare il Codice Etico;
- garantire che ogni interazione con soggetti esteri avvenga in modo tracciabile e documentato;
- attenersi rigorosamente alle procedure interne relative alla selezione, alla gestione e al monitoraggio delle controparti estere;
- eseguire le Verifiche Preliminari di cui alla Parte Generale del MOGC;
- verifica che la controparte contrattuale non sia residente in un paese rientrante in una “black list” rilevante ai fini fiscali;
- verifica, anche attraverso la richiesta di adeguati report, l’affidabilità della controparte contrattuale dal punto di vista creditizio;
- verifica che la controparte contrattuale non sia una società di nuova costituzione;
- verifica che la controparte contrattuale non sia costituita in forme giuridiche estremamente semplificate e/o incompatibili con l’attività svolta.
11.5. Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nei rapporti con controparti estere comunicano all’Organismo di Vigilanza tempestivamente:
- eventuali criticità riscontrate nelle interazioni con le controparti estere, come comportamenti anomali, richieste non trasparenti, difficoltà nel reperire informazioni societarie o finanziarie, o elementi che possano far emergere rischi di natura legale, reputazionale o collegati ai reati presupposto del Modello 231;
- eventuali situazioni di conflitto di interesse, anche solo potenziali, che possano influenzare la gestione del rapporto con la controparte estera;
- eventuali anomalie nelle condizioni economiche o contrattuali proposte dalla controparte;
- violazioni del Codice Etico.
12. PROTOCOLLO: Gestione dei rapporti commerciali con la P.A.
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito della gestione dei rapporti commerciali con la P.A.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
12.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori, dirigenti nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l. nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
12.2. Ruoli e Responsabilità
In materia di gestione contabile, la Responsabile Amministrativa agisce con trasparenza e tutte le voci riportate contabilmente sono supportate da documentazione completa e chiara.
La Società documenta i rapporti con la Pubblica Amministrazione redigendo in forma scritta tutti i contratti ed utilizzando, conferendone un valore legale, la casella PEC (Posta Elettronica Certificata). L’Amministratore Delegato vigila sul rispetto delle procedure aziendali, del MOGC e del Codice Etico.
12.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nel presente protocollo nonché nel Codice Etico.
12.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nel processo di gestione dei rapporti commerciali con la P.A. devono:
- rapportarsi con cortesia, collaborazione e riservatezza, competenza e professionalità, lealtà e trasparenza;
- non esercitare alcuna forma di pressione, esplicita o velata per ottenere qualsiasi vantaggio;
- non instaurare rapporti privilegiati, non accettare, né fare, favori, donazioni o regalie anche se di modico valore;
- agire conformemente alle disposizioni di legge;
- non presentare dichiarazioni non veritiere ad organismi pubblici nazionali o comunitari al fine di conseguire erogazioni pubbliche, contributi o finanziamenti agevolati;
- evitare omissioni, falsificazioni e/o irregolarità;
- tenere un comportamento corretto e trasparente, assicurando il pieno rispetto delle norme di legge, nonché dei protocolli aziendali;
- rispettare il contenuto del Codice Etico;
- intrattenere rapporti con la P.A. compatibilmente ed entro i limiti del proprio incarico ed in relazione al proprio ruolo ed ai propri poteri;
- evitare di intrattenere rapporti di tipo confidenziale con l’ente che ha emesso il bando di gara ovvero indurre o accettare trattamenti preferenziali di alcun genere per la Società;
- operare nel rispetto della legge, dei regolamenti e della corretta pratica commerciale;
- astenersi dall’influenzare impropriamente le decisioni della Pubblica Amministrazione e dei soggetti che prendono decisioni per conto di essa;
- astenersi dall’offrire qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore che abbia valore al fine di ottenere un trattamento preferenziale in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la P.A.;
- evitare di offrire omaggi ai dipendenti della Pubblica Amministrazione o ai soggetti che agiscano nel suo interesse e di chiedere ai medesimi informazioni riservate;
- effettuare tutte le comunicazioni previste dalla legge nel rispetto dei principi di verità e trasparenza, presentando esclusivamente documentazioni contenenti fatti rispondenti al vero
I Destinatari che, in ragione del proprio incarico o della propria funzione, si trovano ad interagire con gli operatori della P.A. e, in ogni caso, con pubblici funzionari devono rispettare i seguenti principi:
- dichiarare al proprio riporto diretto la sussistenza di qualsiasi conflitto di interesse anche derivante da legame di parentela o altro rapporto con Comuni, Regioni o altri Enti e Pubbliche Amministrazioni;
- astenersi dalla partecipazione ad attività, a transazioni e, in ogni caso, a rapporti di qualunque natura con soggetti rispetto ai quali vi sia un legame di parentela e/o affinità oppure rispetto ai quali il dipendente incaricato (o un suo parente ed affine) abbia un interesse personale;
- partecipare attivamente ai corsi di formazione obbligatoria erogati dalla Società in materia di prevenzione della corruzione;
- mantenere un comportamento etico, corretto, trasparente e socialmente responsabile nei rapporti con gli operatori della p.a. e i pubblici funzionari in genere, utilizzando unicamente i canali appositamente predisposti per dar corso a tutte le interazioni e comunicazioni necessarie con i soggetti pubblici (per es. piattaforme pubbliche);
- non influenzare e/o tentare di influenzare impropriamente le decisioni della p.a. e dei soggetti che trattano o prendono decisioni per conto di essa, neppure indirettamente (per esempio attraverso consulenti, agenti, distributori, etc…);
- operare nel rispetto della legge, dei regolamenti, della corretta pratica commerciale e dei codici etici adottati dalle singole amministrazioni;
- astenersi dal sollecitare o ottenere informazioni riservate al di là di quanto consentito dalla legge;
- astenersi dall’erogazione di denaro o altre utilità non dovute ad operatori appartenenti alla p.a. e/o pubblici funzionari al fine di:
a. ottenere vantaggi indebiti per sé o per la Società
b. influenzare il giudizio o la condotta del pubblico funzionario
c. aggiudicarsi o mantenere l’aggiudicazione pubblica e, in ogni caso, influenzare qualsiasi azione o decisione da parte del pubblico funzionario;
- dal momento in cui si è a conoscenza dell’esistenza di un procedimento amministrativo finalizzato alla sua pubblicazione, astenersi dall’offrire qualsiasi occasione di collaborazione o altro, anche a titolo gratuito che avvantaggino a titolo personale i dipendenti della p.a. che possano avere poteri negoziali e/o autoritativi o tali da poter comunque influenzare l’esito della procedura.
12.5. Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nel processo di assegnazione di consulenze e prestazioni professionali comunicano all’Organismo di Vigilanza tempestivamente, qualora:
- riscontrino violazione della normativa vigente;
- riscontrino violazione del Codice Etico;
- riscontrino eventuali criticità nel corso dei rapporti con la PA, come richieste anomale, comportamenti non trasparenti, difficoltà nel reperire informazioni ufficiali, pressioni indebite o qualsiasi elemento che possa far emergere rischi di natura corruttiva o amministrativa.
13. PROTOCOLLO: Gestione dei contenziosi
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito della gestione dei contenziosi.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Legale Rappresentante | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
13.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l. nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
13.2. Ruoli e Responsabilità
L’Amministratore Delegato è responsabile dell’esecuzione di un’analisi di solvibilità prima di acquisire un nuovo cliente e, pur presentando la Società un’esposizione al contenzioso estremamente limitata, della gestione dell’attività di cui al presente protocollo, soprattutto in materia di recupero crediti.
13.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure operative:
- 9d Procedura Solleciti Pagamenti;
- Codice Etico.
13.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nel processo di assegnazione di consulenze e prestazioni professionali devono:
- rispettare il Codice Etico;
- operare con la massima diligenza, trasparenza e professionalità, assicurando che ogni attività connessa alla trattazione delle controversie sia svolta nel pieno rispetto delle normative vigenti, delle procedure aziendali e dei principi del Modello;
- garantire che tutte le informazioni rilevanti siano raccolte, analizzate e gestite in modo accurato, assicurando la tracciabilità delle decisioni e la corretta documentazione delle attività svolte;
- mantenere un comportamento improntato all’imparzialità e alla prudenza, anche in ogni interlocuzione con controparti, legali esterni, autorità od organismi coinvolti nel contenzioso;
- devono assicurare la massima riservatezza, proteggendo le informazioni sensibili e adottando tutte le misure necessarie a prevenire la diffusione non autorizzata di dati o documenti;
- evitare di esercitare qualsivoglia forma di pressione, mediante violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altre utilità, nei confronti della persona chiamata a rendre davanti all'autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale.
13.5. Flussi informativi
I Destinatari del modello coinvolti nel processo di gestione dei contenziosi comunicano all’Organismo di Vigilanza tempestivamente:
- l’avvio di nuovi contenziosi, fornendo un quadro chiaro delle circostanze che hanno originato la controversia e delle parti coinvolte;
- ogni sviluppo rilevante nel corso del procedimento;
- l’eventuale necessità di adottare decisioni straordinarie, quali transazioni, rinunce, accordi conciliativi o altre iniziative che comportino scostamenti rispetto alle procedure aziendali ordinarie;
- le eventuali situazioni di conflitto di interesse, propri o riferibili ad altri soggetti coinvolti nella gestione della controversia;
- l’esito finale di ciascun contenzioso.
14. PROTOCOLLO: Gestione del sistema informatico aziendale
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito della gestione del sistema informatico aziendale.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Utenti | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
14.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l. nell’ambito delle attività di cui al presente protocollo.
14.2. Ruoli e Responsabilità
I dati informatici della Società sono oggetto di:
- backup fisico automatico e giornaliero su NAS;
- un backup virtuale su Cloud.
Inoltre, tutti i dati e i documenti sono altresì condivisi tra le varie funzioni aziendali mediante apposito server.
14.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni contenute nelle seguenti procedure:
- P7.5 “Gestione della documentazione di sistema”;
- P. 5 Gestione Sistemi informatici;
- Codice Etico.
14.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nel processo di gestione del sistema informatico aziendale devono:
- rispettare la normativa vigente in materia di privacy e, agire nel rispetto di quanto previsto dal registro delle attività di trattamento del titolare (GDPR) approvato e sottoscritto dalla stessa SAVAR;
- rispettare il Codice Etico;
- garantire un utilizzo consapevole delle risorse informatiche, tutelando l’integrità, la disponibilità e la riservatezza dei dati aziendali e prevenendo qualsiasi rischio di compromissione dei sistemi;
- mantenere un approccio prudente e professionale nella gestione delle infrastrutture digitali;
- assicurare la tracciabilità e la corretta documentazione di ogni intervento técnico;
- assicurare la massima riservatezza nella gestione delle informazioni trattate, adottando tutte le misure necessarie a prevenire la diffusione non autorizzata di dati o documenti.
15. PROTOCOLLO: Assegnazione di consulenze
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nell’ambito dell’assegnazione di consulenze e prestazioni professionali.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisione |
| CdA | Controllo |
15.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l., che risultano coinvolte nelle attività di cui al presente protocollo.
15.2. Ruoli e Responsabilità
All’Amministratore Delegato è attribuito il potere di assegnazione di consulenze.
Il CdA verifica che tutto avvenga nel rispetto delle prescrizioni del Modello e delle previsioni normative.
15.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni ivi contenute:
- Codice Etico;
- P8.4 “Gestione del processo di approvvigionamento e fornitori”.
15.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nelle attività oggetto del presente protocollo devono agire nel rispetto dei principi di comportamento enunciati nelle procedure di riferimento e nei presidi di controllo di cui al paragrafo precedente. In ogni caso, i Destinatari devono:
- agire nel rispetto dei principi di professionalità, competenza, trasparenza e in assenza di conflitto di interesse;
- rispettare la normativa vigente ai fini di evitare qualsiasi coinvolgimento, anche casuale e non voluto, in attività illecite;
- provvedere al pagamento dei compensi in favore dei soggetti che hanno erogato la consulenza solo a fronte dell’effettiva esecuzione dell’opera professionale e in conformità alle pattuizioni dell’incarico professionale.
15.5. Flussi informativi
I Destinatari che, in ragione del proprio incarico o della funzione rivestita, sono coinvolti nelle attività oggetto del presente protocollo informano tempestivamente l’Organismo di Vigilanza qualora:
- si registri una violazione della normativa in materia e/o dei protocolli aziendali;
- si riscontri che non sia stata tenuta traccia della documentazione necessaria alla verifica della corretta erogazione della componente variabile di retribuzione;
- vi sia un’errata o mancata conservazione della documentazione inerente la gestione del rapporto di lavoro;
- si riscontrino violazioni dei principi di professionalità, competenza e trasparenza o conflitti di interessi, anche potenziali.
16. PROTOCOLLO: Selezione e gestione del personale
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nel processo di selezione e gestione del personale.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Responsabile Amministrativa, Studio Paghe, Amministratore Delegato, Legale Rappresentante, RSPP | Gestione |
| Datore di lavoro ex d.lgs. 81/2008 | Decisionale |
| CdA | Controllo |
16.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, consulenti, collaboratori nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l., che risultano coinvolte nelle attività di cui al presente protocollo.
16.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
Al Legale Rappresentante e all’Amministratore Delegato è attribuito il potere di assunzione del personale.
L’Amministratore Delegato periodicamente e in ogni caso al momento dell’assunzione di personale straniero, verifica la regolarità dei permessi di soggiorno.
Lo Studio Paghe è responsabile della predisposizione del contratto di lavoro e del corretto inquadramento contrattuale.
Il processo di elaborazione delle buste paga avviene in collaborazione tra la Responsabile Amministrativa e gli Addetti dello Studio Paghe esterno.
L’RSPP ha il compito, in collaborazione con la Direzione, RSI e le altre funzioni aziendali, di individuare i bisogni di formazione del personale in relazione agli aspetti di salute e sicurezza, tenendo in considerazione:
- compito/mansione assegnato;
- livello di istruzione;
- formazione ed esperienza maturati;
- requisiti stabiliti per legge in merito alla formazione del personale.
Il CdA verifica che tutto avvenga nel rispetto delle prescrizioni del Modello e delle previsioni normative.
16.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni ivi contenute:
- P8.5.46 “Procedura operazioni relative ai dipendenti”;
- P8.5.53 “Procedura gestione corsi di formazione”;
- P7.1 “Gestione delle risorse”;
- P7.1.1 “Procedura di pianificazione e programmazione della formazione, addestramento e verifica”;
- M7.1-03-01 “Piano di formazione e verifica”;
- Codice Etico.
16.4. Principi di comportamento
I Destinatari coinvolti nelle attività oggetto del presente protocollo devono agire nel rispetto dei principi di comportamento enunciati nelle procedure di riferimento e nei presidi di controllo di cui al paragrafo precedente. In particolare devono:
- assicurare che ogni attività sia svolta nel pieno rispetto delle normative vigenti;
- adottare criteri di valutazione oggettivi, imparziali e documentabili, evitando qualsiasi forma di favoritismo, discriminazione o condizionamento;
- garantire che ogni fase della selezione sia condotta in modo tracciabile e coerente con i requisiti richiesti dalla posizione;
- agire nel rispetto dei principi di professionalità, competenza, trasparenza e in assenza di conflitto di interesse.
Nella gestione del personale, devono mantenere un comportamento improntato alla correttezza e alla trasparenza.
16.5. Flussi informativi
I Destinatari che, in ragione del proprio incarico o della funzione rivestita, sono coinvolti nelle attività oggetto del presente protocollo informano tempestivamente l’Organismo di Vigilanza qualora:
- si registri una violazione della normativa in materia e/o dei protocolli aziendali;
- si riscontri una violazione del Codice Etico;
- si riscontri che non sia stata tenuta traccia della documentazione necessaria alla verifica del corretto svolgimento del processo di selezione;
- vi sia un’errata o mancata conservazione della documentazione inerente la gestione del rapporto di lavoro;
- si riscontrino delle anomalie nello svolgimento delle attività di formazione del personale;
- emergano inadempimenti della Società a prescrizioni normative o regolamentari circa la formazione in materia di salute e sicurezza;
- si riscontrino violazioni dei principi di professionalità, competenza e trasparenza o conflitti di interessi, anche potenziali.
Annualmente l’Amministratore Delegato riferisce inoltre all’OdV le nuove assunzioni e le risoluzioni dei rapporti di lavoro che sono intervenute durante l’anno.
17. PROTOCOLLO: Gestione delle visite ispettive e delle autorizzazioni
Il presente protocollo ha l’obiettivo di definire i ruoli, le responsabilità operative, i principi di controllo e di comportamento cui i Destinatari devono attenersi nella gestione delle visite ispettive e delle autorizzazioni.
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Funzione competente | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
17.1. Destinatari
Il presente protocollo si applica a tutti i dipendenti, collaboratori, agenti nonché all’Amministratore Delegato e agli altri componenti del Consiglio di amministrazione di Savar S.r.l., coinvolti nei processi oggetto del presente protocollo.
17.2. Ruoli e Responsabilità
I ruoli e le responsabilità sono definiti nelle procedure di riferimento.
Nell’ambito delle attività di natura ambientale, l’Amministratore Delegato è il soggetto responsabile di intrattenere i rapporti con l’Autorità e, in particolare, è responsabile delle attività di monitoraggio e di verifica dell’attualità delle autorizzazioni ambientali.
Nell’ambito delle visite ispettive di altra natura, diverse da quella ambientale (como, per esempio, quelle in materia di salute e sicurezza o di natura fiscale), viene di volta in volta individuato il soggetto competente ad intrattenere rapporti con l’Autorità, pubblica o privata.
17.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
Nell’esecuzione delle attività oggetto del presente protocollo, la Società e i Destinatari si attengono alle prescrizioni e regolamentazioni ivi contenute:
- “M6-03 Scadenziario”;
- Codice Etico.
17.4. Principi di comportamento
I Destinatari che, in ragione del proprio incarico o della propria funzione, sono coinvolti nella gestione delle visite ispettive e intrattengono rapporti con Pubblici Funzionari, devono:
- tenere un comportamento corretto e trasparente, assicurando il pieno rispetto delle norme di legge, nonché dei protocolli aziendali;
- rispettare il contenuto del Codice Etico;
- intrattenere rapporti con la Pubblica Amministrazione compatibilmente ed entro i limiti del proprio incarico ed in relazione al proprio ruolo ed ai propri poteri;
- astenersi dall’offrire qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore che abbia valore al fine di ottenere un trattamento preferenziale in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la P.A.;
- evitare di offrire omaggi ai dipendenti della Pubblica Amministrazione o ai soggetti che agiscano nel suo interesse e di chiedere ai medesimi informazioni riservate;
- effettuare tutte le comunicazioni previste dalla legge nel rispetto dei principi di verità e trasparenza, presentando esclusivamente documentazioni contenenti fatti rispondenti al vero;
- agire nel rispetto dei principi enunciati nel protocollo relativo ai rapporti con la p.a. – laddove applicabili.
17.5. Flussi informativi
L’Ufficio amministrazione informa l’OdV con cadenza annuale delle visite ispettive subite nel semestre specificandone:
- data;
- Ente di Pubblica Amministrazione intervenuto;
- motivazione della visita ispettiva;
- soggetti interni intervenuti;
- documentazione richiesta e rilievi emersi durante ciascuna visita;
- eventuali sanzioni comminate nell’ambito di ciascuna visita.
18. PROTOCOLLO: Gestione degli adempimenti in materia di salute e sicurezza
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| Preposto, Medico Competente, RSPP | Gestione |
| Datore di lavoro | Decisionale |
| Amministratore Delegato | Controllo |
18.1. Destinatari
18.2. Ruoli e Responsabilità
18.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
- P12 “Gestione emergenze”;
- P7.1.1 “Procedura di pianificazione e programmazione della formazione, addestramento e verifica”;
- P7.1.2 “Procedure stoccaggio e prelievo materiali dalle scaffalature”;
- P7.1.3 “Procedura di utilizzo in sicurezza delle scale portatili”;
- P7.1.4 “Procedura scarico in sicurezza di rottami refrattari e ceramici in apposito cassone”;
- P7.1.5 “Procedura ingresso essiccatoio”;
- P7.1.6 “Procedura di utilizzo in sicurezza del cestello porta-persone per manutenzione aerea occasionale”;
- Certificazione 45001:2023;
- M6-03 Scadenziario;
- M7.1-04 Piano programmazione gestione;
- Protocollo 4 Salute e Sicurezza sul lavoro;
- Codice Etico.
- procedere alla redazione e all’aggiornamento periodico del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e, se previsto, del Documento di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI);
- procedere alla nomina del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP);
- individuare l’organigramma della sicurezza;
- effettuare le attività di informazione, formazione e addestramento eventualmente previste dalla normativa;
- attuare la sorveglianza laddove previsto dalla normativa;
- dar seguito alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
- all’acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie per legge;
- dar corso alle verifiche periodiche circa l’applicazione ed efficacia delle procedure adottate;
- attuare tutte le altre misure di emergenza, anche se non previste dalla normativa, volte ad assicurare la sicurezza di tutti i destinatari della normativa individuata nonché dei piani di miglioramento per quanto già in essere.
18.4. Principi di comportamento
- rispetto delle previsioni di cui alla certificazione ISO 45001:2018;
- rispetto delle norme di legge e regolamentari in materia di salute e sicurezza nonché delle istruzioni impartite dal Datore di Lavoro;
- rispetto del principio di prudenza;
- rispetto delle procedure e dei protocolli adottati dalla Società.
18.5. Flussi informativi
- i quasi infortuni, gli incidenti mancati e gli infortuni verificatisi nel semestre di riferimento con indicazione delle cause dell’incidente e della prognosi del lavoratore;
- l’avanzamento delle attività relative alla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza ex d.lgs. n. 81/2008;
- eventuali osservazioni relative all’aggiornamento della valutazione dei rischi;
- le eventuali attività rimediali che si rendono necessarie.
- data;
- Ente di Pubblica Amministrazione intervenuto;
- motivazione della visita ispettiva;
- soggetti interni intervenuti;
- documentazione richiesta e rilievi emersi durante ciascuna visita;
- eventuali sanzioni comminate nell'ambito di ciascuna visita.
19. PROTOCOLLO: Gestione degli adempimenti in materia ambientale
| Funzioni coinvolte | Responsabilità |
|---|---|
| RSGI (RSI) | Gestione |
| Amministratore Delegato | Decisionale |
| CdA | Controllo |
19.1. Destinatari
19.2. Ruoli e Responsabilità
- tutte le autorizzazioni che la Società ha ottenuto per lo svolgimento della sua attività, con l’indicazione della eventuale data di scadenza/di rinnovo;
- tutte le indagini ambientali e anche in materia di sicurezza (ad esempio rumore);
- tutte le manutenzioni obbligatorie (antincendio, messa a terra, dispositivi di sicurezza, ecc);
- tutta la formazione obbligatoria (in merito alla sicurezza).
19.3. Procedure di riferimento e altri presidi di controllo
- Codice Etico;
- Autorizzazione Unica Ambientale (AUA);
- M6-03 Scadenziario;
- P7.5 “Gestione della documentazione di sistema”;
- M7.1-04 Piano programmazione gestione;
- Manuale di Gestione.
19.4. Principi di comportamento
- rispettare le normative e le procedure aziendali;
- astenersi dal depositare rifiuti in contenitori diversi da quelli assegnati allo specifico rifiuto;
- astenersi dall’abbandonare rifiuti in aree non adibite a deposito temporaneo di rifiuti;
- non ricorrere all’utilizzo di fornitori/terzi non qualificati e/o autorizzati per lo smaltimento dei rifiuti;
- garantire un monitoraggio costante degli adempimenti richiesti in materia ambientale.